L’occupazione passa per l’innovazione

Francesca Maccatrozzo

C’è un nuovo progetto europeo e c’è una nuova sfida che l’ufficio Politiche Europee di Veneto Innovazione accoglie. Il progetto si chiama Smart Europe ed è finanziato nell’ambito del Programma Europeo Interreg IVC.

La Commissione Europea negli ultimi anni ha dedicato grandi sforzi per accrescere il tasso di occupazione nell’Unione conformemente alla Strategia di Lisbona. La recente crisi economica però ha portato ad una significativa perdita di posti di lavoro in tutti gli stati membri e una riduzione dei fondi disponibili per rilanciare le opportunità di occupazione.

Molte Regioni hanno sviluppato le proprie strategie di crescita economica promuovendo l’innovazione quale strumento di sviluppo economico. Tuttavia questi programmi di sostegno basati sull’innovazione non sono stati progettati considerando la creazione di posti di lavoro quale obiettivo primario.

L’obiettivo generale di Smart Europe è quello di sostenere le Regioni nel promuovere l’occupazione regionale basata sull’innovazione tramite lo scambio e lo sviluppo di politiche e strumenti regionali finalizzati all’identificazione dei principali attori regionali in grado di generare e successivamente di sostenere la creazione di tali opportunità di lavoro.

In particolare si cercherà di individuare e scegliere imprese particolarmente virtuose e innovative- chiamate “ancore dell’innovazione” presenti nei territori che possano fungere da leva per ottimizzare lo sviluppo economico regionale e la competitività, in una situazione di risorse finanziarie dei governi locali sempre più limitate.

Attraverso la definizione di quelle che sono le componenti “vincenti” all’interno di un’impresa è possibile individuare dei fattori e degli obiettivi che consentano di suggerire politiche e investimenti efficaci per lo sviluppo del territorio.

Foto di gruppo tra i partner di progetto

Il progetto si chiama “Smart”, che in inglese significa “intelligente”, “abile” o “furbo”, perché intende individuare politiche efficaci con piccoli budget ma di grande impatto, creando dei “pacchetti” di strumenti per le politiche locali fatti su misura per le singole regioni, basandosi tuttavia sul confronto tra le diverse realtà che partecipano al progetto.

Il Veneto, sotto questo punto di vista, offre moltissimi casi di successo sia per quanto riguarda l’innovazione che la crescita occupazionale, anche in questo periodo legato ad una decrescita generale.

Il progetto avrà una durata di 36 mesi, inizia dal 1° gennaio 2012 e termina il 31 dicembre 2014, e vede la partecipazione di vari enti italiani ed europei tra i Paesi Bassi, con la Provincia di Flevoland capofila del progetto, l’Assemblea delle Regioni Europee, IL Regno Unito con il Tameside Metropolitan Borough Council; l’Unngheria con l’Agenzia di Sviluppo Regionale Észak-Alföld; la Romania con  la Provincia di Maramures; la Svezia con la Regione di Mid Sweden; la Grecia con il Parco Scientifico di Patrasso; la Polonia con al Provincia di Swietokrzyskie; la Finlandia con l’Istituto Baltico di Finlandia e la Spagna con la Provincia di Avila.

Per l’Italia, oltre a Veneto Innovazione, partecipano la Regione del Veneto e la Provincia di Bologna.

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