Lo Small Business Act per dare una scossa alle PMI

Il giorno 11 maggio la Regione del Veneto ospiterà presso la sede del Palazzo Grandi Stazioni, a Venezia l’evento: “Small Business Act: il futuro dell’Europa e dell’Italia attraverso le PMI”  organizzato da Apindustria Venezia , Union Camere del Veneto , la rete Enterprise Europe Network e Veneto Innovazione con il supporto della Commissione Europea e della Regione del Veneto.

La conferenza intende presentare le politiche che l’Europa ha messo in atto ed intende mettere in atto per supportare le microPMI e PMI, in particolare attraverso lo Small Business Act (SBA) e le successive politiche in corso di definizione.

I temi dello SBA sono quelli della semplificazione, della capitalizzazione delle imprese, del credito, del sostegno alla crescita dimensionale ed alle aggregazioni tra imprese, della trasformazione delle sfide ambientali in opportunità per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico.

Saranno presenti rappresentanti della DG Imprese della Commissione Europea , del Ministero dello Sviluppo Economico, della Regione del Veneto e del sistema bancario nazionale ed internazionale.

Il Convegno, vedrà la partecipazione di importanti istituzioni della Commissione Europea e del territorio. Vuole essere un opportunità per far conoscere ai policy maker ed alle imprese, le opportunità in essere, ed in cantiere, in particolare: presentare la politica delle Commissione Europea dedicata alle PMI per declinarla a livello locale; offrire una serie di esempi concreti e di potenzialità già disponibili con gli strumenti presenti e messi a disposizione dalla UE e dalle Autorità Regionali; presentare gli strumenti operativi, finanziari e strategici che consentano alle PMI di lavorare in Europa ed oltre, ma anche di sviluppare le potenziali locali esistenti.

Lo “Small Business Act” (SBA) è stato formalmente adottato nelle conclusioni del Consiglio Competitività dell’1 e 2 dicembre 2008. L’iniziativa mira a creare condizioni favorevoli alla crescita e alla competitività sostenibili delle piccole e medie imprese europee. In questo senso le politiche comunitarie e nazionali devono tenere maggiormente conto del contributo delle PMI alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro. Dieci sono i punti principali sui quali si basa lo “Small Business Act” e che sono destinati ad indirizzare la formulazione delle politiche comunitarie e nazionali.

Lo sviluppo di un ambiente favorevole all’imprenditorialità al fine di agevolare la creazione di PMI, in particolare fra le donne e gli immigrati, e di incoraggiare i trasferimenti di imprese, soprattutto delle PMI familiari. La Commissione deve promuovere la cultura imprenditoriale in particolare attraverso la creazione di reti di imprese e lo scambio di esperienze. Gli Stati membri devono adottare misure nei settori dell’insegnamento, della formazione, della fiscalità e dell’assistenza agli imprenditori.

Il sostegno agli imprenditori onesti che desiderano riavviare un’attività dopo aver sperimentato l’insolvenza. La Commissione incoraggia lo sviluppo di una “politica della seconda possibilità”. In tale ottica, gli Stati membri devono porre in essere regimi di sostegno e limitare la durata delle procedure di scioglimento di un’impresa, in caso di bancarotta non fraudolenta.

La formulazione di normative conformi al principio “Pensare anzitutto in piccolo”. Prima di adottare nuove normative, la Commissione e gli Stati membri devono valutare il loro impatto attraverso una “prova PMI”, condurre consultazioni delle parti interessate, ricorrere a misure specifiche per le piccole imprese e microimprese in materia d’informazione e di relazione.

L’adattamento delle pubbliche amministrazioni alle esigenze delle PMI ed eliminazione degli ostacoli amministrativi. Gli Stati membri devono ricorrere quanto più possibile a procedure semplificate, all’e-government e a soluzioni a sportello unico e devono impegnarsi ad accelerare le procedure necessarie a fondare un’impresa e ad avviare le attività commerciali.

L’adeguamento dell’intervento politico pubblico in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici e di concessione degli aiuti di Stato. In particolare la Commissione deve presentare un Codice di buone pratiche , destinato alle autorità contraenti per le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, ed un Vademecum sugli aiuti di Stato alle PMI. Gli Stati membri devono adottare misure specifiche per le PMI e informare meglio quest’ultime sulle opportunità esistenti.

Il ricorso a tipi di finanziamento diversificati, quali i capitali di rischio, il microcredito o il finanziamento mezzanino. La Commissione deve creare condizioni favorevoli agli investimenti, specialmente a livello transfrontaliero. Gli Stati membri devono avviare nuovi programmi d’incentivo agli investimenti, sfruttando allo stesso tempo le possibilità offerte dai fondi comunitari, come ad esempio il programma quadro per l’innovazione e la competitività 2007-2013 (CIP), i programmi della politica di coesione e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

L’adeguamento della politica del mercato interno alle caratteristiche delle PMI e miglioramento della sua governance e visibilità. La Commissione deve adoperarsi affinché le PMI beneficino delle opportunità offerte dal mercato unico, in particolare grazie ai sistemi dei brevetti e del marchio comunitario. Gli Stati membri devono altresì garantire la corretta applicazione del principio di riconoscimento reciproco e il buon funzionamento della rete SOLVIT.

Il rafforzamento del potenziale d’innovazione, di ricerca e di sviluppo delle PMI, in particolare attraverso l’acquisizione delle competenze necessarie da parte degli imprenditori e del loro personale, il raggruppamento delle imprese in cluster e il coordinamento delle iniziative nazionali. La Commissione deve sostenere la partecipazione delle PMI ai programmi comunitari, quali il programma Leonardo Da Vinci per la mobilità degli apprendisti e il programma quadro per la ricerca e lo sviluppo (PQRS). Deve inoltre agevolare il loro accesso agli aiuti di Stato.

La trasformazione delle sfide ambientali in opportunità nell’ambito della produzione e commercializzazione di prodotti e servizi. La Commissione deve in particolare agevolare l’accesso al sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS).  Gli Stati membri devono incentivare le PMI a sviluppare nuovi prodotti e servizi rispettosi dell’ambiente e ad adottare sistemi di gestione eco-efficienti.

L’apertura delle PMI ai mercati esterni. Le PMI devono ricevere maggiore assistenza per poter superare le barriere commerciali nei mercati esterni all’UE e in particolare nei mercati emergenti. A tal fine, la Commissione istituirà dei Centri europei d’impresa a livello internazionale, cominciando dalla Cina e dall’India, e sosterrà l’apertura dei mercati privati e pubblici dei paesi terzi.

Lo SBA prevede inoltre una serie di nuove proposte legislative per rispondere alle esigenze delle PMI. Tali proposte riguardano le possibilità offerte alle PMI in materia di aiuti di Stato compatibili con il mercato unico, lo statuto della Società privata europea (SPE), la riduzione di talune aliquote IVA, la semplificazione e l’armonizzazione delle norme di fatturazione, nonché la riduzione dei ritardi di pagamento.

F.M.

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