Manzato, l’agricoltura continua ad attirare i giovani

di Donato Sinigaglia

l'Assessore regionale all'Agricoltura Franco Manzato

L’agricoltura resta un settore strategico per il Veneto. Nonostante la crisi il primario attira i giovani imprenditori. “Negli ultimi quattro anni grazie ai fondi del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) messi a disposizione dalla Regione – dice Franco Manzato, assessore regionale all’agricoltura, ben 1.500 giovani sono diventati nuovi imprenditori agricoli. Il valore della produzione dell´agricoltura veneta nel 2011, sul 2010, è cresciuto del 5%, riportandosi tra i livelli più elevati degli ultimi 10 anni. Un dato confortante che segnala la vitalità del settore e degli operatori di questa regione, la terza in Italia per questo segmento economico”.

Assessore, l’agricoltura un tempo era considerata la Cenerentola del comparto produttivo. Oggi è ancora così?

Direi proprio di no. L’agricoltura sta crescendo insieme al desiderio ed entusiasmo dei giovani di dedicarsi a questo settore. I dati sull’occupazione in agricoltura segnano un notevole incremento: +10% a cui si affianca la diminuzione del numero di imprese agricole del 2,4% e il loro ampliamento in termini di superficie coltivata. Questo significa che le imprese agricole venete stanno aumentando il loro potenziale, specializzando l’attività produttiva, per essere sempre più competitive nei mercati nazionali ed internazionali.

Anche il settore primario, se vuole stare al passo con i tempi, deve innovare. Il Suo assessorato come si muove su questo filone?

Lo strumento principale col quale diamo stimolo all’innovazione nel settore primario è il Programma di Sviluppo Rurale (PSR). L’innovazione è una delle strategie trasversali che riguarda tutte le applicazioni del Programma. Cito in particolare la misura 124 Cooperazione, che sostiene con 12 milioni di euro imprese agricole, agroindustriali e mondo della ricerca nello sviluppo di progetti volti a sperimentare nuovi prodotti, processi e tecnologie. Una forte spinta innovativa l’abbiamo immessa attraverso le misure di investimento nelle aziende agricole e agroindustriali, valorizzando gli interventi su informatizzazione, telematica e automazione. Significativo poi che il PSR Veneto investa 17 milioni di euro nell’estensione della rete a banda larga, per fornire internet veloce anche alle aree rurali più remote. Di forte contenuto innovativo sono le misure agroambientali, e cito ad esempio la misura 214/I, con cui finanziamo l’introduzione in azienda di tecniche agronomiche all’avanguardia (non lavorazione dei terreni, tecnologie e software per il controllo dell’irrigazione, ecc.) che conciliano produttività e tutela dell’ambiente. Con il Programma di Sviluppo Rurale riteniamo quindi di aver lanciato importanti stimoli all’innovazione, che gli imprenditori hanno poi dimostrato di saper raccogliere

Quali sono le eccellenze dell’agricoltura veneta?

L’importanza del settore agricolo veneto è testimoniata dai numeri: una produzione lorda vendibile (PLV) di 4,9 miliardi di euro, con una leggera prevalenza delle produzioni vegetali su quelle zootecniche; essa rappresenta il 10% della PLV nazionale, ed un valore aggiunto di 2,2 miliardi di euro.

Il settore agricolo è caratterizzato da un numero elevato d’imprese (circa 80.000 iscritte al Registro delle Imprese CCIAA) prevalentemente di dimensioni medio piccole, che ancor oggi, sotto la spinta anche della trasformazione e della distribuzione organizzata, stanno cercando di concentrare l’offerta sul mercato attraverso l’attuazione di processi di integrazione orizzontale e verticale.

Queste strategie sono finalizzate anche al miglioramento degli standard qualitativi e di sicurezza dei prodotti, nonché alla concentrazione di quantitativi importanti, indispensabili oggi per valorizzare le nostre produzioni e per canalizzarle attraverso le grandi superfici commerciali.

Molto ricco e vario è il patrimonio agroalimentare regionale con forti primati in alcuni settori: carni (avicunicole e bovine) e uova, tra le produzioni zootecniche; nel settore orticolo siamo specializzati in colture tipiche e di qualità come gli asparagi ed i radicchi rossi tanto da risultare la prima regione d’Europa per radicchi rossi ad indicazione geografica IGP (Treviso, Castelfranco, Chioggia e Verona). Anche nel settore dei formaggi oltre il 50% della produzione è a denominazione geografica DOP.

Tutto l’agroalimentare regionale presenta infatti un paniere di prodotti fortemente legati al territorio: 35 prodotti a denominazione DOP/IGP già riconosciuti e 2 STG, prima regione in Italia,  52 denominazioni d’origine dei vini (14 DOCG; 28 DOC e 10 IGT) e oltre 370 prodotti tradizionali, che collocano il Veneto nei primi posti in Italia per la produzione di prodotti di qualità.

A valle del settore agricolo, le aziende alimentari nel Veneto sono in continua crescita sia per numero che per dimensioni, tanto che con circa 7.300 unità l’agroalimentare rappresenta uno dei comparti più dinamici della realtà regionale e nazionale.

I settori più importanti, in termini di numero di imprese e di addetti, sono quelli dell’industria lattiero-casearia, della produzione di carne e della panificazione e dei prodotti da forno; i settori che negli ultimi anni stanno registrando gli incrementi più evidenti nei quantitativi prodotti, sono quelli delle bevande, della lavorazione della frutta, degli ortaggi e del pesce.

Lo sviluppo dell’economia passa anche attraverso la promozione dei prodotti del territorio (pesca, agricoltura, vini e viticoltura) in abbinata al turismo. Quali sono i progetti in cantiere?

L’export canalizza una buona quota del prodotto agro-alimentare veneto specialmente per quanto riguarda il vino e l’ortofrutta; questo canale tuttavia risente della crescente concorrenza internazionale di paesi caratterizzati da costi di produzione più bassi e da minori vincoli normativi e ambientali (vini cileni, mele cinesi, ecc.).

La maggior parte dei prodotti agro-alimentari veneti (oltre il 75% della carne e il 70% dell’ortofrutta) sono commercializzati attraverso la distribuzione moderna che richiede standard di qualità, informatizzazione, logistica, innovazioni del prodotto, degli imballaggi, delle modalità di vendita e delle occasioni di consumo.

Diviene quindi di primaria importanza, per le aziende agro-alimentari regionali, sviluppare delle strategie che puntino ad aumentare l’affidabilità delle filiere, la qualità, tipicità e sicurezza dei prodotti, l’efficienza dell’organizzazione, della logistica e dei servizi al fine di non perdere ulteriore vantaggio competitivo.

Il consumatore, inoltre, oggi richiede sicurezza sui prodotti, vuole sapere come sono fatti, da dove vengono e vuole avere la possibilità di riconoscere e distinguere quelli di qualità.

L’obiettivo della competitività delle nostre aziende venete si colloca dunque perfettamente all’interno di quelle che sono le linee guida dell’azione del governo regionale e, in particolare, le nuove direttrici sulle quali la Regione del Veneto ha impostato il Programma di Sviluppo rurale per il periodo 2007-2013.

Le strategie sono rivolte alla valorizzazione ed integrazione delle filiere, agli investimenti nelle aziende specialmente finalizzati all’organizzazione logistica e allo sviluppo di strumenti di marketing, alla formazione e informazione, alla promozione della qualità nelle aziende e nei prodotti, alla valorizzazione dell’ambiente, del benessere e della sicurezza delle produzioni regionali.

Importanti sono principalmente gli interventi di ammodernamento delle aziende agricole e agroindustriali, che rappresenta uno strumento per sostenere tutto il comparto. Particolare attenzione è stata rivolta alle categorie dei giovani agricoltori, alla salvaguardia dell’attività nelle zone svantaggiate di montagna e alle così dette “nuove sfide” come definite dalla Unione Europea con le azioni rivolte alla produzione di energia da fonti rinnovabili, risparmio idrico, contrasto ai cambiamenti climatici, ristrutturazione del settore lattiero-caseario.

Ci sono azioni che attua la Regione per attirare i giovani in agricoltura?

Gli agricoltori con meno di 40 anni che si insediano come capo azienda, grazie al Programma di Sviluppo Rurale della Regione Veneto, hanno la possibilità di accedere a una serie di strumenti in grado di sostenere e sviluppare le capacità imprenditoriali e professionali.

Attraverso uno strumento di progettazione integrata, viene disciplinata la costituzione del “Pacchetto Giovani” (PG) che prevede l’attivazione contemporanea di più misure fra quelle contenute nel Programma di Sviluppo Rurale (PSR). Le misure attivabili, che vanno coordinate e rese coerenti in un progetto aziendale, sono: Insediamento di giovani agricoltori (mis. 112), formazione in azienda (mis 111 az. 3), ammodernamento delle aziende agricole (mis 121), utilizzo dei servizi di consulenza (mis 114), partecipazione ai sistemi di qualità (mis 132). Tale strumento mira soprattutto a sostenere il difficile percorso di ricambio generazionale mediante il rinnovamento delle forze imprenditoriali e lavorative nel settore agricolo.

Con l’ultimo bando (DGR 2470/2011) sono state finanziate complessivamente ulteriori 340 domande, di cui 83 in zona montana, per un totale di oltre 32 milioni di contributo. In totale, dall’inizio della programmazione sono stati concessi oltre 133 milioni di contributo.

Per il futuro, pur risultando quasi esaurite le risorse a disposizione della misura 112 a favore  dei giovani, stiamo predisponendo un nuovo strumento integrato di sostegno che consentirà ai neo-imprenditori di fruire, oltre all’aiuto per l’insediamento del PSR, anche della misura di “subentro” attivabile da ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) che consentirà di affrontare le tematiche della ristrutturazione e dell’ammodernamento delle dotazioni aziendali, accompagnandoli inoltre alla crescita delle conoscenze e delle competenze imprenditoriali.

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