L’assessore Coletto: “L’innovazione, fiore all’occhiello della sanità veneta”

di Donato Sinigaglia

l'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto

La Regione del Veneto punta fortemente sull’innovazione. Ne è convinto l’assessore alla Sanità Luca Coletto che è diventato il paladino per adeguare il sistema sanitario veneto ai nuovi standard.

Assessore, la sanità parla sempre più il linguaggio dell’innovazione, la Regione come intende favorire questo nuovo corso?

“L’innovazione è uno dei fiori all’occhiello di questo scorcio di legislatura. Appena insediato ho inteso dare nuova propulsione alle iniziative ed i risultati, grazie all’ottimo lavoro portato avanti dal Consorzio Arsenàl.it tra le Ullss venete per l’informatizzazione, sono sotto gli occhi di tutti. Già oggi, grazie al Progetto “Escape”, pressoché tutti i cittadini veneti possono scaricare sul pc di casa (o in farmacia se ne sono sprovvisti) i propri referti medici, con evidenti risparmi in termini di tempo impiegato per recarsi agli sportelli, di disagi e di costi per gli spostamenti. Il tutto quantificabile in circa 70 milioni di euro l’anno. E’ partito ed è in corso di sperimentazione in varie Ullss il Progetto “Doge”, che metterà in rete tra loro i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta e consentirà la refertazione on line e l’e-prescription. In luglio abbiamo poi dato il via al Progetto del Fascicolo Sanitario Informatizzato, che conterrà tutta la storia clinica di ogni paziente e sarà utilizzabile, nel rispetto della privacy, di qualsiasi medico che si trovi ad avere a che fare con un paziente ed abbia la necessità di conoscerne la storia sanitaria. Il progetto si realizzerà in 3 anni con un costo di 12 milioni di euro. A regime consentirà di risparmiare 215 milioni di euro l’anno, 104 dei quali rimarranno de facto nelle tasche dei cittadini”.

La sanità veneta è considerata un’eccellenza, ma i tagli imposti dalla spending review rischiano di penalizzarla, quali sono le azioni che intende attuare per mantenere gli standard elevati?

“La nostra spending review c’è già, ed è virtuosa, perché non prevede tagli, ma interventi di ottimizzazione della spesa e di riorganizzazione del sistema di assistenza e della rete ospedaliera, ampiamente disegnati all’interno del nuovo Piano Sociosanitario Regionale approvato il giugno scorso. Prevediamo un grande rafforzamento della medicina territoriale, che diverrà operativa H24 7 giorni su 7 per portare le cure più vicine al cittadino e limitare il fenomeno degli accessi impropri a i pronto soccorso (costosi e forieri di allungamento dei tempi di attesa); il completamento dell’informatizzazione che, come abbiamo visto sopra, semplifica la vita del cittadino ed abbatte tanti costi; la revisione della rete ospedaliera per renderla più efficiente, più efficace nell’erogazione delle cure agli acuti e meno costosa con l’eliminazione di sovrapposizioni e doppioni. Ricordo comunque che, rispetto al recente decreto “Balduzzi”, il Veneto è già molto avanti, ad esempio con l’informatizzazione, con il tasso di posti letto per mille abitanti, con la riorganizzazione H24 della medicina territoriale”.

Ci sono in atto collaborazioni tra sanità aziende private e centri di ricerca?

“La ricerca, nonostante i ben noti problemi di finanziamento, è uno dei settori sui quali il Veneto è più impegnato. La facciamo in proprio con i finanziamenti dedicati alla ricerca finalizzata, perseguiamo ovunque possibile la messa in rete delle conoscenze e le collaborazioni con i centri di ricerca. Le Aziende Ospedaliere Universitarie di Padova e Verona, l’Istituto Oncologico Veneto, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ne sono alcuni esempi. Ricordo anche l’impegno della Regione al fianco della Fondazione Città della Speranza per l’attività della Torre della Ricerca sull’oncologia pediatrica”.

 

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