Il Veneto e la Basilicata unite nella gestione delle aree industriali

Di Francesca Maccatrozzo

E’ ormai risaputo che dagli anni ottanta in tutto il Nord-Est d’Italia si è registrata l’origine di un nuovo modello di sviluppo basato su una forma di industrializzazione contraddistinta dall’attività di numerose aziende piccole o medie, con larga diffusione sul territorio, a gestione spesso familiare, con pochi e a volta nessun dipendente, eccetto il titolare, e quindi caratterizzate da deboli conflitti con la manodopera.
Sono nati così i “distretti industriali”, agili, ben integrati nella società locale, con una precisa fascia di prodotti.
E’ altrettanto noto che al contrario nel Mezzogiorno d’Italia la politica economica dei grandi poli di sviluppo, proseguita sino a tutti gli anni Ottanta, ha conseguito esiti molto inferiori alle aspettative.
Nonostante lo stanziamento di risorse finanziarie per la creazione di aree industriali, queste stentano a decollare.

Alle luce di queste considerazioni c’è un nuovo progetto che vuole prendere a modello la gestione delle aree industriali del Veneto e della Basilicata, per delineare buone pratiche da trasferire per favorire lo sviluppo territoriale, attraverso la cooperazione interregionale.
Il progetto, sviluppato da Veneto Innovazione su incarico della Regione del Veneto in parternariato con la Regione Basilicata, si focalizza soprattutto verso coloro che gestiscono le aree industriali, siano aziende, consorzi, agenzie o enti.
Per il Veneto ci si concentrerà maggiormente sulle zone industriali di Verona e Padova.
Per la Basilicata si prenderanno in considerazione le zone industriali gestite dai Consorzi ASI (Consorzi per le Aree di Sviluppo Industriale).

L’iniziativa si inserisce nel quadro della attività del Programma Operativo Regionale Obiettivo Competitività e Occupazione del Veneto per gli anni 2007-2013 che sostiene attività miranti a garantire l’accesso diffuso alle conoscenze attraverso i circuiti immateriali del trasferimento delle informazioni ed a consolidare e ampliare il sistema relazionale con altre regioni favorendo le strategie di condivisione delle best practice. Dal lato lucano il progetto è inquadrato nell’omologo PO FESR Basilicata 2007-2013.

Evidenziando le buone pratiche da ognuno dei soggetti coinvolti e trasferendo le stesse agli altri, gli effetti positivi saranno equamente distribuiti ai beneficiari oggetto dell’analisi.

Il progetto si basa quindi principalmente sulla condivisione e sul trasferimento delle best practice in tema di gestione e offerta di servizi da parte degli enti gestori delle aree industriali e nella fattiva collaborazione interregionale.
Essendo un’iniziativa di condivisione delle buone pratiche nella gestione delle aree industriali e di trasferimento di conoscenza e know how, il progetto mira all’implementazione dei nuovi modelli nelle singole aree ed in generale al miglioramento e allo sviluppo industriale creando maggiori opportunità di crescita per le aziende insediate nelle singole aree e quindi contribuendo ad un generale aumento della produttività. Il progetto inoltre, attraverso la condivisione della conoscenza, mira a ridurre la diseguaglianza tra le varie regioni.

In tutto le aree industriali delle due regioni impiegano più di 84.000 addetti, dei quali 17.000 in Basilicata con 500 aziende. Mentre in Veneto 67000 divisi in oltre 27 mila addetti con 1300 aziende a Padova e circa 1.000 aziende che impiegano 40.000 addetti a Verona. Tuttavia è da ricordare che tutte le aree industriali coinvolgono direttamente o indirettamente l’intero ambito delle due regioni interessate.

La migliore gestione di un’area industriale rispetta la valenza ambientale, specialmente in quegli ambiti dove è prevista un’intermodalità logistica che porta all’organizzazione e alla movimentazione delle merci osservando i parametri imposti dall’Unione Europea per legge.
Innovazione e sperimentazione nella pianificazione, progettazione ed offerta di servizi concorrono allo sviluppo e alla crescita delle zone industriali e delle aziende localizzate.

La logistica in special modo è un comparto che occupa addetti di varie etnie, senza alcun tipo di discriminazione razziale. Infine i servizi sono un ambito che occupa largamente personale femminile.
Per questi motivi si sottolinea che, laddove queste dimensioni saranno sviluppate nel migliore dei modi, gli stessi elementi saranno rilevati come migliori pratiche e trasferite alle altre realtà riguardanti il progetto.

A conclusione del progetto saranno elaborati dei progetti pilota per dimostrare la fattibilità di tecnologie innovative nei campi della gestione sostenibile e dell’efficienza energetica delle aree industriali, adattati alle condizioni reali dei territori regionali ed immediatamente trasferibili nei sistemi industriali regionali.
Questo progetto potrebbe rappresentare lo spunto per altre iniziative sia nazionali che europee soprattutto nell’ambito dei Programmi Quadro di Ricerca e Sviluppo, eventuali progetti configurati nelle Eranet e progetti di cooperazione frontaliera.

This entry was posted in Veneto Innovazione and tagged , , , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>