Le imprese venete sbarcano in Armenia

di Nicola Fullin e Marco Gorini

Due imprese del Veneziano apriranno a giorni nuove attività in Armenia. La crisi economica infatti  costringe le aziende che non vogliono chiudere ad inventarsi qualcosa ed a rimboccarsi le maniche. In questo caso a studiare alleanze con imprese estere per esportare il know how Italiano.

Iniziative Venete, società che opera nell’esternalizzazione dei servizi alberghieri è la prima di questo gruppo. “Con questa partnership – ha dichiarato Roberto De Zorzi, socio fondatore dell’attività– intendiamo esportare il nostro modo di lavorare in un altro paese elevando gli standard dei servizi al turismo a standard europei.” Nulla a che fare dunque con il trasferimento all’estero dell’attività, in contrapposizione a chi, come un celebre marchio made in Italy, ha aperto uno stabilimento per il basso costo della manodopera ed i vantaggi fiscali.

I settori in cui è possibile una mutua collaborazione sono tantissimi, dall’esportazione di macchinari per l’industria o prodotti alimentari, molto richiesti, all’importazione di marmi e travertini, ad investimenti diretti per poter aggredire meglio il mercato dell’ex unione sovietica, dato che dall’Armenia non ci sono dazi doganali verso questi paesi.

“Per il mio settore – commenta l’ingegner Stefano Lazzaro della Kos Progetti – possiamo esportare la qualità della progettazione e delle finitura. Nel design degli interni – continua – e nella cura dei dettagli siamo molto apprezzati all’estero.” I palazzi progettati e seguiti da professionisti italiani spuntano un prezzo notevolmente più alto sul mercato.

Un altro settore interessante è il recupero del patrimonio culturale. “Ci sono moltissime chiese e monasteri in Armenia  – conferma Lazzaro – in gran parte costruiti con mattoni a secco ed il boom turistico che sta vivendo l’Armenia ci mette in condizione di poter trasferire il nostro know how e le nostre esperienze nel campo del restauro conservativo. Andare all’estero non è mai facile e proprio per questo è bene andare accompagnati.”

I risultati davvero buoni se a pochi giorni dal rientro dalla missione già un terzo delle imprese sta per stabilire la propria struttura in Armenia e gli altri probabilmente seguiranno.

L'incubatore Ex-Cnomv alla Giudecca dove ha sede l'ADA di Venezia

“Perché questo sia possibile – commenta il rappresentate per l’Italia dell’Armenian Development Agency Tigran Karapetyan – è stato fatto moltissimo lavoro. Per ciascuna impresa sono infatti stati selezionati con cura partner realmente interessati a collaborare.”

“Per questo – continua Karapetyan – è stato scelto un profilo relativamente basso, ci si è affidati a consulenti italiani in vari campi, che consentano alle imprese armene di trovare partner italiani ed a Veneto Innovazione s.p.a.”

Altro punto essenziale è la finanza in quanto in questo periodo di crisi è bene avere consulenti esperti che consentano di poter finanziare le vendite e gli investimenti italiani all’estero.

“Gli strumenti ci sono – conclude il delegato Ada – e sono dati dal governo italiano tramite enti quali Sace e Finest, ma occorrono particolari competenze per usarli. Per questo in Italia abbiamo fatto un accordo con Ets di Venezia.”

L’efficacia di una missione di questo tipo è data dai risultati che si ottengono; l’organizzazione della missione non deve essere l’obiettivo ma il mezzo attraverso cui le imprese riescono ad avviare accordi e per questo si è voluta appositamente creare una sinergia pubblico-privata che mettesse in campo tutte le opportunità e gli strumenti a disposizione. Da un lato la società privata italo-armena European Business Agency che opera in stretta collaborazione con l’Armenian Development Agency e dall’altra Veneto Innovazione e lo SME Development National Centre di Yerevan, due dei 600 nodi della rete Enterprise Europe Network, sono riuscite nell’intento di far trovare alle aziende italiane quei partner locali con cui adesso stanno avviando accordi commerciali e tecnologici.

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