Occhiali e non solo

Luigino Boito

Il direttore di Certottica Luigino Boito

di Francesca Maccatrozzo

Tra le imprese beneficiarie del bando POR Azione 1.1.2 Certottica di Longarone, l’Istituto Italiano di Certificazione dei prodotti ottici, ha presentato un progetto sull’antiappannamento delle lenti in vetro, in collaborazione con la De Rigo Vision e la Sover. Innovazione Veneto ha intervistato il direttore di Certottica, Luigino Boito.

Certottica è stata una delle aziende, attraverso una RTI, finanziate dal POR. Il progetto presentato in che modo è innovativo?

“Il nostro progetto riconosciuto dalla Regione Veneto è intitolato ‘Aumento delle prestazioni antigraffio e antiappannamento di lenti in vetro e in polimeri termoplastici con l’impiego del plasma freddo’. Certottica è capofila del Raggruppamento temporaneo di imprese, appena siglato ufficialmente e composto anche da De Rigo Vision e Sover. Si tratta di un progetto molto importante: proprio in un’area svantaggiata si fa ricerca ad alto livello e ciò è stato riconosciuto a livello regionale attraverso il POR. L’innovazione del progetto consiste nell’applicazione della tecnica del PECVD, di cui Certottica, è pioniera al plasma freddo per mettere a punto una lente nuova, che sia antigraffio e antiappannamento. In sostanza, la ricerca che Certottica sta affrontando con De Rigo Vision e Sover si prefigge di eliminare i graffi causati dalla pratica dell’uso quotidiano e l’appannamento causato dalle variazioni climatiche. Una rivoluzione per il mondo dell’occhialeria”.

Il nome di Certottica sembra legato al settore dell’occhialeria, in realtà non è proprio così, come potete essere d’aiuto anche alle altre imprese?

“Da qualche anno abbiamo ampliato le attività del nostro Istituto muovendoci sempre di più in una dimensione multidistrettuale che correli i diversi settori, perché per stare sul mercato è necessario creare una rete di comunicazione tra i vari ambiti. Nel nostro caso, per esempio, sviluppiamo progetti di ricerca che fanno capo al settore meccanico e settore orafo e della bigiotteria: in particolare nei nostri laboratori si studiano i vari impieghi del laser per il deposito di metallo sugli occhiali oppure sui gioielli in modo da realizzare acronimi a rilievo e creare un marchio che non possa essere contraffatto. Negli ultimi anni è cresciuta anche l’attività di consulenza che si è ramificata in consulenza commerciale, finalizzata a sostenere le imprese dell’occhialeria nella commercializzazione del prodotto sul mercato globale e nella corretta applicazione delle norme in vigore, e in consulenza di europrogettazione, finalizzata ad affiancare le imprese di qualsiasi settore nell’iter amministrativo richiesto dai bandi pubblici per il finanziamento di progetti. Certottica è un ente in continuo movimento ed evoluzione”.

Dal punto di vista innovativo, quali programmi ha Certottica nel cassetto?

“Continueremo a sviluppare la tecnologia PECVD cercando di applicarla a differenti ambiti e prodotti: si tratta di un campo in cui siamo ‘inventori’ e in cui ci muoviamo bene grazie anche alle collaborazioni che abbiamo stretto nel corso del tempo. Inoltre il nostro esperto chimico Giuseppe Da Cortà, insieme a Da Pra di Fovs e Fedon, sta portando avanti degli studi sull’applicazione della visione 3D. Con un novità: l’approccio che permetterebbe un importante aumento del target è quello di offrire la possibilità di impiegare anche lenti di prescrizione e/o da sole fotocromatiche. Gli esperti di Certottica e dei partner di progetto hanno affrontato il problema anche con il design: l’occhiale è progettato per accettare lenti correttive e l’astuccio attivo di Fedon permette di supportare comodamente la parte elettrica del prodotto. La ricerca, in Certottica, non si ferma mai. Certottica, inoltre, partecipa al mondo dello sport e del lavoro e alle energie rinnovabili attraverso la sua partecipata Dolomiticert. Campi di esplorazione ad alto tasso tecnologico riguardano le biomasse, in particolare stiamo lavorando come consulenti ad un progetto Interreg per la protezione dei boschi, la valorizzazione del patrimonio silvo-pastorale e l’impiego delle biomasse a scopi energetici. Abbiamo in serbo idee progettuali inerenti l’utilizzo di un particolare materiale ceramico brevettato per componenti di impianti di cogenerazione. Per finire ci stiamo occupando della sicurezza sulle piste da sci con: un casco innovativo riservato ai maestri, dotato di trasmissione hi-fi, accelerometro per conoscere lo stato dello sciatore, sensori antivalanga, radiotrasmittente e un progetto per testare nuovi sistemi di sicurezza sui tracciati, come ad esempio reti e materassi”.

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