Igor Voytov: “Ci sono buone prospettive per la cooperazione tra Bielorussia e Italia in ricerca e tecnologia”

Francesca Maccatrozzo

Il prof. Igor Voytov è il Presidente del Comitato di Stato per la scienza e la tecnologia della Bielorussia

L’Italia è uno dei principali partner europei della Bielorussia nel campo della ricerca. Gli scienziati italiani e bielorussi collaborano con successo in programmi internazionali e progetti dell’Unione Europea in vari ambiti, come ad esempio: fisica, chimica, matematica, informatica e ambiente.

Alla vigilia della Giornata della Scienza che si celebra l’ultima domenica di gennaio, il presidente del Comitato di Stato per la scienza e la tecnologia della Bielorussia prof. Igor Voytov ha risposto alle domande di Innovazione Veneto, sulla collaborazione tra Bielorussia e Italia su innovazione, scienza e tecnologia.

La Bielorussia ha importanti aziende ed istituti scientifici ed accademici che operano nel campo dell’industria aerospaziale, quali sono i principali ambiti  che state sviluppando?
“Lo sviluppo aerospaziale – risponde il prof. Voytov – è virtualmente in cima al progresso scientifico e tecnologico. E’ un settore che stimola l’elaborazione di scienza, tecnologia, sicurezza e informatizzazione.
Le principali tipologie di attività spaziali bielorusse sono definite dal Programma Nazionale per la Ricerca Spaziale e Uso del Cosmo per Scopi Pacifici.
All’interno di questo programma sono stati raggiunti parecchi risultati cruciali.
In particolare la rilevazione remota Terra Bielorussa è stata sviluppata all’interno dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Essendo composta di un centro di controllo localizzato a terra e di un’astronave bielorussa lanciata il 22 luglio 2012, forma un sistema completo dal punto di vista funzionale.

Secondo, è in via di sviluppo un sistema di monitoraggio aerospaziale e trattamento dei dati di rilevazione remota. Per esempio alla Peleng hanno creato la base scientifica e tecnologica per produrre i dispositivi per la rilevazione remota con obiettivo ad alta risoluzione. Inoltre, sono stati sviluppati molti sistemi che utilizzano dati aerospaziali, come ad esempio un sistema per la valutazione dello stato attuale e la previsione dei geosistemi naturali e antropici, un sistema per il monitoraggio dello stato delle mappe topografiche e piani di insediamenti, un sistema per monitorare  le bonifiche.
In questo modo, all’interno del programma spaziale nazionale, la Bielorussia ha raggiunto una rilevante capacità tecnologica e di ricerca e ha posto le basi per un’istruzione aerospaziale professionale.
In Bielorussia oltre 20 enti tra aziende, organizzazioni, istituzioni accademiche e università sono coinvolte nella ricerca e sviluppo aerospaziale a livello nazionale e internazionale.
Sono stati firmati accordi intergovernativi per la cooperazione nelle attività spaziali con la Russia e l’Ucraina, l’accordo con il Kazakistan è in fase di preparazione.
L’ulteriore sviluppo delle attività spaziali in Bielorurussia è portata avanti nell’ambito del secondo periodo del programma spaziale nazionale (2013-2017).
L’obiettivo del secondo periodo è di riunire tutte le attività, preservare, sviluppare e usare efficacemente il potenziale nazionale scientifico e tecnologico nei sistemi e tecnologie spaziali per risolvere le sfide sociali ed economiche, per promuovere lo sviluppo di diversi rami dell’economia nazionale, nonché per aumentare la sicurezza nazionale e aumentare il livello di scienza ed istruzione del Paese.
Certamente la realizzazione del programma spaziale nazionale fornirà soluzioni efficaci per lo sviluppo dello spazio in Bielorussia e permetterà al nostro paese di seguire il sentiero dello sviluppo high-tech e innovativo”.

In quali settori pensa che le università italiane e bielorusse possano collaborare?
“L’Italia è un paese con un’antica cultura e tradizione. La più antica università europea – Bologna - è sorta laggiù. Per quanto ne so, ora il sistema dell’istruzione in Italia sta vivendo un periodo di riforme nell’ambito del Processo di Bologna che intende creare un comune spazio europeo dell’istruzione.
Le università italiane introducono gradualmente un modello di istruzione a tre stadi. Il primo stadio, che corrisponde al primo livello, è progettato per tre anni. La seconda fase comprende programmi di formazione, corsi di laurea di secondo livello e master di primo livello.
A seconda dl programma specifico, il periodo formativo può durare due o tre anni. L’istruzione post laurea insieme alla discussione di una tesi o all’assegnazione di un dottorato di ricerca includono la specializzazione e i programmi di master del secondo livello.
La Repubblica di Bielorussia sta vivendo un’evoluzione analoga nel sistema di istruzione.
Abbiamo presentato domanda di adesione al Processo di Bologna e di conseguenza abbiamo aggiornato i percorsi legali e formativi. Nel 2011 abbiamo adottato il nuovo Codice dell’Istruzione e una serie di regolamenti. Credo che oggi siamo più che mai pronti per una collaborazione efficace con le università italiane, soprattutto nell’istruzione post-laurea.
Insieme alle università del Veneto possiamo pensare a degli scambi, ad esempio, di studenti universitari, dottorandi e post-laurea dell’Università statale Bielorussa, del Politecnico Nazionale Bielorusso e di altre università in diverse direzioni di ricerca.
Dovremmo anche fare attenzione ad altre somiglianze tra la Bielorussia e l’Italia.
Per noi, come per voi, sta diventando sempre più scomodo mantenere i giovani e bravi ricercatori a causa dei salari relativamente bassi e delle minori opportunità di crescita nel paese di origine, se confrontato al mercato internazionale. Pensiamo che la collaborazione tra le università bielorusse e venete sotto forma di scambio di gruppi di ricercatori possa ridurre il problema della fuga dei cervelli”.

Veneto Innovazione è il riferimento regionale di Enterprise Europe Network per il trasferimento di tecnologia, quail sono i principali centri bielorussi per lo scambio di tecnologie?
“In Bielorussia si dedica molta attenzione a migliorare la commercializzazione dei risultati di ricerca, in primo luogo finanziandoli pubblicamente, e creando meccanismi per promuovere attività legate all’innovazione.
Per questa ragione il Centro Nazionale di Proprietà Intellettuale della Repubblica di Bielorussia (NCIP) monitora continuamente ed individua invenzioni che incontrano le priorità nazionali scientifiche e tecniche. In seguito queste informazioni sono trasferite alle agenzie pubbliche e alle imprese.

Il servizio di informazioni del Centro Nazionale Bielorusso di Proprietà Intellettuale

Per sviluppare ulteriormente il mercato della proprietà intellettuale emergente e per intensificare la successiva commercializzazione in Bielorussia, l’NCIP ha lanciato il nuovo progetto “Scambio di Proprietà Intellettuale”. Lo scopo dell’iniziativa è fornire  agli acquirenti informazioni sui brevetti bielorussi vigenti, offerte per licenze commerciali o altre opzioni di commercializzazione di proprietà intellettuale. In più fornisce informazioni su invenzioni che sono riconosciute dal NCIP come avanzate.
Oggi ci sono 910 invenzioni avanzate e offerte commerciali elencate nello “Scambio di Proprietà Intellettuale”. Nel valutare questo valore è da considerare che il 1 ° gennaio 2013 ci sono in totale 3.907 brevetti in vigore concessi ai residenti della Repubblica di Bielorussia.
L’implementazione del progetto ha permesso di aumentare il numero di contratti di licenza stipulati, accordi  di trasferimento di diritti di proprietà intellettuale nella repubblica. L’importanza pratica del progetto si riflette nelle statistiche del sito ufficiale del NCIP http://belgospatent.by/eng/: circa 30.000 visite da più di 50 Paesi, Italia inclusa, dove si trova lo “Scambio di Proprietà Intellettuale””.

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