Opportunità di collaborazione per aziende e distretti veneti nello Spazio Alpino

Veneto Innovazione ne discute a Venezia nell’ambito del progetto europeo ALPS4EU

Sono stati tre giorni di intenso lavoro quelli che hanno impegnato Veneto Innovazione  e le 13 organizzazioni, provenienti da Germania, Austria, Francia, Svizzera, Slovenia, Piemonte e Lombardia, tutti partner nel progetto europeo ALPS4EU. Agli incontri si è discusso di come assistere le aziende ad individuare reciproche opportunità commerciali, aprire possibilità di progettazione comune e lanciare insieme azioni di visibilità a livello europeo in un ottica di rete.

Rete è la parola chiave che è stata al centro della seconda giornata durante la quale il  prof. Alessandro Minello (Università Cà Foscari Venezia) ha presentato ai partner ed ai rappresentanti della Regione del Veneto presenti alla giornata, i lavori di alcuni suoi studenti che, partendo da punti di forza e di debolezza dei nostri distretti, hanno poi prospettato delle soluzioni nuove per valorizzare le tradizioni del territorio in un ottica sempre più innovativa ed europea. I risultati del lavoro saranno quindi oggetto nelle prossime settimane anche di confronto e condivisione con i rappresentanti dei distretti analizzati.
Nell’ambito di ALPS4EU infatti, è ora il momento di passare dall’analisi alle azioni pilota. Ad oggi sono quattro i settori tematici scelti (Energia e Green Technologies, Meccatronica e Ingegneria, Chimica e materiali avanzati o nuovi materiali, ICT) e da questi si partirà con delle task force specifiche che, coinvolgendo le reti dei territori interessati,  metteranno in collegamento le imprese che trovino vantaggioso lavorare insieme a livello macroregionale. Perché la cooperazione europea, anche nell’ottica della macro regione alpina, possa produrre vantaggi concreti per le aziende e per il nostro territorio.

Veneto Innovazione partecipa al progetto europeo ALPS4EU da settembre 2011, l’iniziativa è  finanziata nell’ambito del Programma europeo Interreg Alpine Space, insieme a 13 partner provenienti da 6 Paesi dello Spazio Alpino (Italia, Germania, Austria, Slovenia, Francia e Svizzera) e appartenenti a tre differenti tipologie di strutture: pubbliche amministrazioni  regionali, agenzie di sviluppo locale/regionale che si occupano di distretti, organizzazioni ed enti che rappresentano le imprese (in particolare Piccole e Medie Imprese – PMI). Insieme questi territori aggregano, nei quattro settori identificati, oltre 8.500 soggetti, di cui quasi seimila piccole e medie imprese e oltre 850 enti di ricerca, raggruppati su 46 cluster attivi nei settori: energia e tecnologie verdi, meccatronica e ingegneria, chimica, materiali avanzati o nuovi materiali, tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT).
Tutti i partner svolgono principalmente la propria attività in due campi: incrementare la cooperazione fra imprese, in particolare nell’ambito del trasferimento tecnologico e  rafforzare l’innovazione e la competitività nelle rispettive aree di riferimento.
Il progetto è nato perché si vuole superare la frammentazione delle iniziative per l’innovazione legate ai distretti che si sviluppano in queste zone e favorire la creazione di meta-distretti che li rappresenti, copra la macro-regione dell’arco alpino e che attraverso le sinergie faciliti la convergenza di risorse e risultati.

Per raggiungere questi risultati l’iniziativa si muove in più direzioni. Si è iniziato facendo la mappa delle priorità strategiche dei distretti coinvolti  nell’area alpina. In seguito si sono sviluppate delle linee guida e delle proposte per avviare attività comuni tra i distretti. Si tratta ora di elaborare un piano per sincronizzare le opportunità di finanziamento che interessino i distretti. Quindi si avvieranno iniziative che incoraggino attività di trasferimento tecnologico transnazionale tra i distretti, favorendo anche le collaborazioni tra nell’innovazione. Infine si promuoveranno i distretti e i meta distretti dell’area alpina a livello europeo.

Il primo mese del 2013 ha visto un altro importante evento nell’ambito del progetto ALPS4EU: infatti oltre all’incontro di Venezia, a metà gennaio si era tenuto a Torino il convegno nazionale “Politiche per i cluster e nuove sfide: l’impegno regionale, nazionale e comunitario” che aveva visto la partecipazione del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, del Presidente della Regione Piemonte, di alti esponenti della Commissione Europea e delle Regioni Lombardia e Veneto che partecipano al progetto.

In quella occasione, partendo dagli obiettivi progettuali c’è stato un confronto circa la  nuova strategia italiana per promuovere i cluster innovativi e favorire l’aggregazione delle migliori competenze esistenti sui temi di interesse strategico per l’industria del Paese, in raccordo con le iniziative regionali ed europee, per raggiungere massa critica, capacità d’innovazione e competitività.

Durante l’evento è stata sottolineata l’importanza che Piemonte, Lombardia e Veneto collaborino con Francia, Germania, Austria, Slovenia e Svizzera per il rafforzamento di politiche comuni, con l’obiettivo di sostenere una maggiore cooperazione fra i distretti sul territorio e superarne la frammentazione.

La giornata di lavoro ha dato spazio ad un confronto sui 3 livelli di policy: regionale, nazionale e comunitario, puntando alle complementarità e alle sinergie a fronte di sfide comuni.

Fra gli intervenuti a Torino c’erano, oltre al ministro della Ricerca e dell’Università Francesco Profumo, il presidente della Regione Piemonte, gli assessori regionale all’Industria di Piemonte e Lombardi, il presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello.

La Regione del Veneto, rappresentata dal Direttore della Direzione Industria e Artigianato Michele Pelloso, ha portato un contributo alla discussione, presentando la nuova strategia per le politiche distrettuali del Veneto,  ora in discussione presso il Consiglio Regionale.

Per l’Italia è necessario, ha rimarcato il ministro Profumo, imparare a sfruttare meglio i bandi europei, visto che ora solo il 60% di quanto dato all’Europa torna sul territorio nazionale attraverso i progetti UE. L’assessore allo Sviluppo economico piemontese ha fatto notare che il Piemonte è riuscito in pochi anni a far partire 12 poli di innovazione con una logica che va oltre quella del distretto, in quanto si aggregano non le aziende della stessa area bensì quelle appartenenti alla medesima filiera. I 12 poli piemontesi ne aggregano complessivamente oltre 1.500 e sono finanziati con oltre 100 milioni.

Il presidente della Regione ha invece ricordato come il Piemonte abbia un bellissimo sistema fatto di piccole e medie imprese che va sostenuto innanzitutto sul fronte della ricerca e dell’innovazione, pilastri di una strategia mirata a ridargli competitività grazie all’utilizzo al 100% dei fondi europei a disposizione della Regione.

Ha continuato sottolineando come le imprese debbano essere aiutate a unirsi attraverso adeguate politiche industriali ma soprattutto per mezzo di una fiscalità che non penalizzi l’Italia. “Quando ci sono territorio omogenei – ha detto parlando delle Regioni dell’arco alpino europeo – non possiamo pensare che questi siano sottoposti alle camicie di forza degli Stati nazionali. In nostri imprenditori non falliscono perché sono cretini, ma perché hanno una pressione fiscale al 68,4%”. Per Dardanello, che prevede un 2013 ancora in salita, “la fantasia e la capacità di rimboccarsi le maniche non bastano più”. Solo “se sapremo fare sistema, andando anche al di là delle Alpi – ha concluso il presidente di Unioncamere Piemonte – troveremo forse la chiave per andare oltre alla crisi”.

Ivan Boesso

This entry was posted in Progetti Europei and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>