Coppola: “Nonostante la crisi ci sono possibilità di crescita e sviluppo”

Di Donato Sinigaglia

l'ass. allo Sviluppo Economico Maria Luisa - Isi - Coppola

Maria Luisa Coppola, assessore regionale all’economia e sviluppo, ricerca e innovazione, parla il linguaggio caro agli imprenditori, quello della concretezza, cercando di dare risposte alle esigenze delle aziende.
“La perdurante situazione di crisi di dimensioni globali richiede interventi non ordinari, pertanto abbiamo ragionato sia in un’ottica di breve che di medio periodo per fornire alle nostre imprese nuove opportunità di accesso al credito e di supporto che andassero al di là delle misure tradizionali, tutt’ora in vigore a favore delle PMI.
In questo contesto la Regione del Veneto ha reso operativi nuovi percorsi di finanza agevolata alle imprese che rappresentano una leva fondamentale per garantire la tenuta e la crescita del nostro sistema produttivo”.

Assessore, quali sono gli strumenti che la Regione sta mettendo a disposizione per superare la crisi?
“Gli interventi sono stati disegnati al fine di intervenire per superare o per lo meno attenuare quelle criticità derivate dalla difficoltà di accesso al credito, dalla sottocapitalizzazione delle imprese, dalla carenza di  finanziamenti per innovazione e nuova imprenditorialità.
In concreto la Regione si è impegnata in modo tempestivo, approvando il “Nuovo piano anticrisi”, con il quale possono essere finanziate, con modalità agevolate, le imprese che registrano fabbisogni di liquidità  a fronte di crediti insoluti, crediti maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni, rimborsi di finanziamenti a medio e lungo termine accesi per investimenti aziendali e di contratti di fornitura di beni e servizi.
Abbiamo poi aderito alla moratoria ABI, fino al 30 giugno 2013, individuando le strumentazioni agevolative regionali cui applicare l’accordo, che prevede la possibilità per le PMI di sospendere il pagamento relativo alle quote capitale di rimborso.
Infine, sempre in un’ottica di flessibilità ed efficienza degli strumenti agevolativi, è stato previsto un finanziamento di importo limitato per esigenze di liquidità aziendale, compreso tra i 10.000,00 ed i 50.000,00 euro”.

Altri strumenti per gli imprenditori?
“Per ottimizzare le risorse, ottenendo il massimo effetto moltiplicativo, si è, infine, adottato uno strumento di garanzia denominato “Tranched Cover”, ovvero “garanzie di portafoglio”. In concreto, le piccole e medie imprese possono rivolgersi direttamente ai Confidi 107, vigilati dalla Banca d’Italia e questi ultimi, in accordo con le banche, definiscono le operazioni a sostegno delle esigenze finanziarie delle aziende per le quali richiedere l’ammissione alle agevolazioni. Accedendo a tale strumento, le PMI venete possono ottenere un duplice beneficio. La garanzia dei Confidi e del Fondo, infatti, consente, sia una facilitazione nell’accesso al credito, sia l’applicazione, da parte delle banche finanziatrici, di condizioni economiche vantaggiose.
Come si può vedere, si tratta di un insieme integrato di interventi che offre benefici concreti alle nostre aziende”.

Come coordinatrice di Innovation Union, l’iniziativa europea incentrata su ricerca e innovazione, come vede il Veneto in confronto alle altre regioni europee?
“L’aver presieduto questa struttura mi ha consentito di contribuire a portare all’interno delle disposizioni della Commissione Europea e in particolare degli obiettivi delineati da Europa 2020 nel settore della ricerca e dell’innovazione per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, azioni e misure di finanziamento che la Regione del Veneto stava già attivando.
Il nuovo Piano Strategico regionale sulla ricerca e l’identificazione delle linee di indirizzo in materia di competitività e innovazione per la prossima programmazione comunitaria rappresentano l’attuazione pratica di questa politica.
Non è un caso che la Regione del Veneto è stata tra le prime regioni italiane ed europee a far parte della S3 Platform, la piattaforma, creata su iniziativa della Commissione europea, che ha l’obiettivo di facilitare ed assistere i governi nazionali e regionali nell’elaborazione e l’attuazione delle loro strategie di specializzazione intelligente.
L’uso di politiche smart per massimizzare il potenziale di sviluppo delle regioni europee ha l’obiettivo generale di valorizzare le eccellenze facendo emergere i settori dove i territori dispongono di chiari vantaggi competitivi o di determinate potenzialità di sviluppo imprenditoriale.
Sottolineo come la nostra Regione abbia, in questi anni, anticipato l’approccio alla smart specialization assecondando alcune esigenze manifestate dal territorio e dai soggetti coinvolti nel “Sistema Veneto dell’Innovazione”. A tal proposito abbiamo concentrato l’attenzione verso specifiche priorità d’intervento rispetto ad ambiti tecnologici in cui risulta decisiva la presenza di eco-sistemi di business e/o filiere di imprese omogenee e competitive; abbiamo previsto nei nostri bandi per la ricerca premialità nel caso in cui le progettualità siano sviluppate in particolari settori, come ad esempio biotech, nanotecnologie, ICT. Abbiamo partecipato alla creazione di partnership anche internazionali e abbiamo fortemente voluto la realizzazione di una piattaforma chiamata Innoveneto per procedere alla mappatura a livello regionale dei Centri di innovazione e trasferimento tecnologico esistenti, oltre che per favorire l’incontro fra imprese ed enti di ricerca facilitando il dialogo fra questi soggetti e il processo di innovazione in termini di servizi e prodotti”.

Pensa che l’innovazione sia ancora strategica per rilanciare le imprese in questo momento?
“Assolutamente sì. Investire in ricerca e innovazione è fondamentale per mantenere vivo il dinamismo del nostro tessuto imprenditoriale. Per rilanciare la competitività è innovare sia dal punto di vista dei prodotti che dei processi. E’ necessario che le imprese superino limiti dimensionali oggettivi e si orientino all’aggregazione finalizzata alla realizzazione di progetti multidimensionali per affermarsi su un mercato sempre più internazionale.
In questa direzione si è mossa, ad esempio, l’iniziativa lanciata grazie all’azione 1.1.3. del Programma Operativo Regionale, che prevede due misure: la prima volta a finanziare la realizzazione di progetti di ricerca tramite la collaborazione con strutture qualificate e quindi a promuovere la sinergia tra il mondo economico e quello della ricerca, la seconda per l’inserimento in azienda di personale qualificato di ricerca. Il capitale umano, ed in particolare i giovani, sono infatti il vero motore della crescita, la nostra sfida del futuro, perché è grazie allo sviluppo delle loro potenzialità, della loro formazione e del loro inserimento nel mondo del lavoro che si potrà incoraggiare la ripresa delle nostre aziende.
Lo slogan che ci siamo dati è “Cultura d’impresa = più innovazione e più competitività” perché è nostra convinzione che per vincere la sfida del mercato globale, in cui l’economia della conoscenza richiede continue strategie di adattamento e anticipazione dei comportamenti dal lato della domanda e dei competitors, sia necessario sostenere in maniera efficace le nostre imprese”.

Lei è un’ottimista di natura, che cosa vorrebbe dire ai nostri imprenditori che vedono un futuro piuttosto fosco?
“Che esistono comunque possibilità di crescita e sviluppo e che bisogna lavorare per coglierle, sapendo anche mettersi in gioco. Per questo la Regione del Veneto, l’Università Cà Foscari di Venezia e Confindustria Veneto, hanno ideato il progetto “InnovArea per crescere” con il quale ci poniamo l’ambizioso obiettivo di voler definire un nuovo modello di sviluppo imprenditoriale per le PMI che arriva, attraverso l’analisi puntuale del contesto competitivo attuale, alla definizione di nuovi obiettivi di crescita determinati da innovazione strategica e sociale.
Analisi dei trend emergenti, ecosistemi di businnes, nuove strategie, start up innovative sono le parole d’ordine che costituiscono l’ossatura di questo nuovo approccio che è culturale, prima ancora che metodologico, nel fare azienda.
L’andamento aziendale e la crescita della redditività dei casi di successo, che si sono realizzati nonostante questi anni di crisi, costituiranno il punto di partenza dal quale selezionare i riferimenti per costruire una piattaforma che coinvolga, attraverso una interrelazione originale ed innovativa, imprenditori, manager, professionisti e studenti fornendo elementi utili per l’orientamento delle imprese.
E’ nostra convinzione che il coinvolgimento e la condivisione degli obiettivi non solo tra istituzioni diverse, ma anche tra aziende e imprenditori, debba rappresentare una premessa fondamentale per determinare una nuova fase di rilancio, consolidamento e sviluppo dell’economia veneta”.

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