L’Assessore Ciambetti: “La Regione impegnata a sostenere il sistema produttivo”

di Francesca Maccatrozzo

L'assessore regionale al bilancio Roberto Ciambetti

La Regione del Veneto impegnata per l’acquisizione dei contributi comunitari a favore delle imprese. Roberto Ciambetti, assessore al bilancio, spiega le opportunità offerte dal bando dell’Azione 5.1.1.

Assessore Ciambetti, quali sono le possibilità che questo bando offre alle imprese del Veneto?
“E’ un’ulteriore misura che come FESR mettiamo a disposizione delle imprese del Veneto per fare collaborazioni con imprese di altri paesi europei.
Una cosa che spinge anche a confrontarsi con un partner e con un mercato che normalmente non è quello nostro
Quindi noi aiutiamo chi ha voglia di fare questo con dei contributi comunitari che possono anche essere importanti in base alla qualità del progetto
Una cosa che mi auguro possa dare una piccola goccia di benzina nel motore dell’economia del Veneto”.

Come si inquadra questo bando all’interno della programmazione FESR?
“La priorità assoluta è sostenere l’economia e il mondo del lavoro. Il POR, utilizzando il fondo Europeo di Sviluppo Regionale, è già vocato di per sé a interventi rivolti e al superamento dei divari di sviluppo In particolare l’intero asse prioritario 1 è dedicato all’innovazione e all’economia della conoscenza declinato poi in varie misure e linee di intervento. Vi troviamo espliciti obiettivi operativi che mirano a potenziare le attività di ricerca e sviluppo o a creare nuovi strumenti finanziari per il rafforzamento del sistema produttivo ed infine favorire la nascita di nuove imprese. Nel corso del 2012 la Regione ha emanato diversi bandi sull’asse 1 con finanziamenti finalizzati al raggiungimento di questi obiettivi che sono stati utilizzati nella quasi totalità dimostrando quindi la capacità e l’interesse delle imprese per le reti di largo supporto a nuova progettualità”.

Secondo Lei sarà difficile per un’impresa veneta presentare un progetto con un partner straniero?
“E’ una nuova sfida che pur sulla stessa linea del rafforzamento della capacità produttiva e competitiva delle nostre imprese si proietta oltre i confini regionali.
Noi crediamo molto in questa iniziativa. Il nostro POR del Veneto è l’unico in Italia che ha inserito una specifica linea di intervento dedicata ad azioni di collaborazione interregionale basata sulla cogestione dei principi comunitari dell’obiettivo competitività e occupazione e dell’obiettivo cooperazione territoriale entrambi finanziati dal fondo FESR.
E’ bene che il Veneto abbia questa misura perché soprattutto le nostre imprese sono abituate a collaborare con imprese al di fuori dei confini regionali o nazionali, quindi pensavamo che questa misura potesse avere un riscontro in Veneto e abbiamo ricevuto molti segnali che ci danno ragione sulla sfida che abbiamo lanciato.
La Regione ha colto l’indicazione dei regolamenti e il bando per i finanziamenti interregionali intende sollecitare le imprese venete a realizzare interventi per i quali possiedono competenze e know how, ma portano con sé anche il valore aggiunto della progettualità congiunta con imprese estere, la ricerca di soluzioni condivise che servano ad entrambi”.

Perché questa proiezione all’estero?
“Perché il domani e già la linea relativa alla formazione di Europa 2020 sono in questo indicative. Verrà sempre più sostenuto nelle strategie di sviluppo l’idea della macro area sovranazionale. Il nostro bando si avvia ad esplorare una soluzione che se oggi può sembrare innovativa domani sarà regola che dovrà essere applicata anche da altri.
In base alle richieste emerse dal territorio ed un’ulteriore verifica a cui hanno lavorato Veneto Innovazione e Unioncamere puntiamo su alcuni settori dell’economia che già hanno dimostrato interesse alla collaborazione con altre imprese sia in materia di ricerca industriale che di sviluppo sperimentale in determinati e ben precisi settori”.

La programmazione termina a conclusione del 2013. Quanto tempo c’è a disposizione?
“Il tempo a disposizione per completare il Programma Operativo è minimo. Bisogna chiudere i pagamenti della programmazione 2007-2013 a fine 2015. L’impostazione del bando condivisa fra più uffici regionali e il Comitato di Sorveglianza del POR data la portata innovativa, ha richiesto alcuni approfondimenti tecnici non semplici. Capita com’è logico che sia così quando si esplorano nuove strade, nuovi percorsi. I progetti saranno pertanto della durata massima di 18 mesi, ma anche questo dà il senso della sperimentazione dell’iniziativa”.

Gli imprenditori che non avessero trovato un partner straniero?
“Sono già stati attivati i canali di informazione delle reti internazionali con un annuncio che possa diffondere anche in modo immediato e snello l’informazione sull’opportunità del bando. Ci sono stati anche dei contatti diretti agli uffici di Veneto Innovazione e Unioncamere presso altre agenzie europee che finanziano la ricerca delle imprese nei Paesi confinanti per ampliare le ciance di collaborazione.
Entrambi gli enti che ho citato sono impegnati con la Regione su supporto alla ricerca di partner, alla presentazione della domanda di contributo, proprio perché ci rendiamo conto che l’obiettivo è sfidante e in un abito nuovo”.

Un piccolo bilancio ora che ci stiamo avviando a fine programmazione?
“Confido che nella comune capacità delle istituzioni e delle imprese di fare squadra anche questa volta mettere fondi nel nostro sistema produttivo sia di reciproca soddisfazione. La Regione deve utilizzarli, le imprese devono spenderli
Finora il Programma POR FESR è riuscito a rispettare tutti i target che ci siamo posti come importi di spesa. Stiamo ragionando con il governo per riuscire ad avere un po’ più di elasticità nell’utilizzo di questi fondi, perché alcune procedure sono veramente pesanti e stiamo già ragionando per la futura programmazione per avere, se possibile, meno carte e un po’ più di operatività e lavoro sul campo”.

L’Unione Europea ha tolto l’Italia dai Paesi in deficit, secondo Lei ci potrebbero essere delle cadute positive per il nostro sistema veneto?
“Me lo auguro che ci siano, sono stati diffusi dei dati che il residuo fiscale del Nord è di 95 miliardi di euro, mi auguro che, 8 dei miliardi che la Comunità Europea libera, rientrino in un sistema produttivo che ha bisogno di essere accompagnato in questo momento”.

Al momento della messa online dell’articolo le risorse finanziarie per il bando 5.1.1 sono esaurite.

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