I-Tech, nuova tecnologia contro il glaucoma

Mario Caprara

Mario Caprara AD di I.A.C.E.R. Srl

di Francesca Maccatrozzo
I-Tech Medical Division è un marchio dell’azienda I.A.C.E.R. Srl, ” di Martellago in provincia di Venezia specializzata nel settore della tecnologia elettromedicale destinata alla terapia fisica. E’ stata finanziata con il bando POR CRO 2007-2013 Az. 1.1.2 all’interno di una misura di trasferimento tecnologico. Abbiamo incontrato l’ad Mario Caprara e che ha effettuato una visita negli uffici di Veneto Innovazione.

I-TECH com’è nata e quali scopi si prefigge?
“I-Tech è un marchio della società  IACER SRL Su, azienda fondata da mio padre nel lontano 1969 e della quale io sono l’attuale amministratore, ed è l’acronimo di Italian Technology: conoscenza e progettazione nazionale.  Medical Division è la divisione aziendale impegnata nella progettazione, produzione e certificazione di dispositivi medici per la terapia sia domiciliare che ambulatoriale. Proprio perché destinati anche alla terapia domiciliare, l’obiettivo principale era rendere “accessibile” la terapia fisica per le persone che molto spesso vivono di una modesta pensione. La scelta logica è stata di trasferire il know how aziendale in una produzione orientale: conciliando dunque sapere italiano e produzione low cost abbiamo realizzato una linea di dispositivi moderni, efficaci e dal prezzo realmente accattivante. Nel mondo del dispositivo medico IACER rappresenta una novità di discontinuità assoluta con il passato: la nostra mission infatti è di rendere accessibile la terapia fisica domiciliare a tutte le fasce economiche affinché tutti possano “curarsi”, non solo chi dispone di rilevanti possibilità economiche. La formula si è rivelata vincente tanto che in soli 5 anni dal lancio della linea siamo diventati l’azienda di riferimento nel mercato specifico della sanitaria/ortopedia”.

Voi siete anche una delle pochissime aziende che hanno lo stabilimento in Cina certificato da un ente Italiano?
“Va subito precisato che lo stabilimento di Shenzhen non è di nostra proprietà. Si tratta di un’azienda “sorella” che produce termometri  ed elettroterapie per il mercato cinese ed altri apparecchi medicali per l’esportazione. Ci ha unito la loro necessita di “conoscenza” alla nostra di “economicità” (convenienza/opportunità). L’azienda cinese aveva già una certificazione medicale rilasciata dal TUV tedesco ma noi abbiamo ritenuto opportuno farla verificare e certificare anche dal CEMET di Bologna che è l’ente notificato a cui ci affidiamo per la sorveglianza sui dispositivi medici”.

Siete stati finanziati con il bando del Por Cro Az.1.1.2. Ci parli del progetto che avete presentato e delle novità che la sua azienda ha messo o si accinge a mettere sul mercato.
“Il progetto finanziato è il glaucur, una nuova tecnologia  per la cura del glaucoma. Si tratta, semplificando, dell’ elettrostimolazione del  muscolo ciliare, che si trova all’interno del bulbo oculare, e attraverso tale azione ottenere l’abbassamento della pressione intraoculare. Lo studio e i brevetti sono interamente Italiani e rivoluzioneranno  la cura di questa malattia fino ad oggi considerata inguaribile. Siamo particolarmente orgogliosi di questa realizzazione per il suo risvolto etico! Di novità ne abbiamo presentate molte nell’ultimo triennio in particolare una nuova famiglia di dispositivi per la Magnetoterapia domiciliare con nuovi applicatori, un elettro ergometro per la riabilitazione domiciliare, due dispositivi per ultrasuono terapia sempre per uso domiciliare, due sistemi di presso terapia”.
Su quali mercati, oltre a quello cinese, operate?
“Attualmente esportiamo in Europa, Medio Oriente, America Latina e Africa. Il numero dei nostri clienti esteri si sta rapidamente espandendo grazie alle fiere internazionali alle quali stiamo partecipando ed al nostro sito in internet che ci permette di trasferire (comunicare) rapidamente tutte le innovazioni tecnologiche prodotte. In termini matematici (numerici) le esportazioni rappresentano circa il 20% del nostro fatturato”.

Quali sono i progetti di collaborazione in campo medico?
“La risposta in questo settore è multipla nel senso che dobbiamo dividere in due parti questa attività: Ricerca e Diffusione. Nella ricerca stiamo lavorando con una multinazionale Oftalmica al progetto Glaucur già illustrato e al progetto  IONO 2.5, una applicazione della iontoforesi per il trattamento dell’occhio affetto da Cheratocono in forma non invasiva. Nella diffusione stiamo lavorando , tramite i nostri informatori medici, con un nutrito numero di medici specialisti,  che usando o facendo usare i nostri dispositivi raccolgono dati ed informazioni sull’efficacia dei trattamenti.  Tali informazioni sono fondamentali per una importante e corretta validazione clinica dei dispositivi stessi. A questo proposito stiamo inserendo nel nostro sito un forum attraverso il quale possano dialogare medici con medici, medici con pazienti e curiosi con tutti”.

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