Peter McGovern; “Canada e Veneto uniti possono creare innovazione”.

di Francesca Maccatrozzo

Peter McGovern è il nuovo ambasciatore del Canada in Italia

Il Canada guarda con grande attenzione al Veneto, in particolare alle aziende che puntano sull’innovazione. Proprio in questo campo ci sono possibilità concrete di partnership, ne è convinto Peter McGovern Ambasciatore del Canada in Italia.

Ambasciatore, che ruolo giocano la scienza, la tecnologia e l’innovazione nell’economia canadese?
“La scienza, la tecnologia e l’innovazione sono una parte critica della strategia di crescita canadese.
Infatti secondo l’Information Technology and Innovation Foundation di Washington, DC e il Kauffman Foundation di Kansas City, il Canada è il paese leader a livello mondiale per il suo approccio integrato nel guidare la crescita attraverso l’innovazione. Il nostro sistema di innovazione coinvolge attivamente le istituzioni di ricerca canadesi nello sviluppo dei prodotti di nuova generazione, come ad esempio i veicoli elettrici, i paper phones (smart phones sottili e flessibili come la carta ndt), jet a combustibile a base di legno, tecnologie di simulazione, e nuovi prodotti chimici e plastiche che daranno la forma alla bio-economia di domani.
Oltre ad un sistema fiscale e di incentivi favorevoli alla ricerca e sviluppo, l’ambiente canadese attraente per la ricerca all’avanguardia si basa su parecchie politiche a supporto dell’innovazione: un’efficace protezione dei diritti di proprietà intellettuale, una competizione aperta nel mercato interno dello sviluppo di informazioni digitali e tecnologie e piattaforme delle comunicazioni, pratiche trasparenti di appalti di governo e apertura all’immigrazione altamente qualificata.

Il Canada inoltre continuamente rivede e modifica il suo sistema di innovazione per rispondere alle esigenze del momento, basandosi su relazioni periodiche di un gruppo di esperti. Nel 2011 l’OCSE ha classificato il Canada al primo posto trai i paesi del G7 per le spese di istruzione superiore in ricerca e sviluppo in percentuale al PIL”.

Quali prospettive di cooperazione vede tra il Canada a le aziende venete?
“L’Italia ha un’incredibile offerta di distretti tecnologici in tutto il paese i il Veneto non fa eccezione. Nella nostra iniziativa “Tavolo Canada”, un programma congiunto tra il Ministero degli Esteri italiano e l’Ambasciata per promuovere le partnership di ricerca e innovazione tra Italia e Canada in settori prioritari. Nel corso di questi ultimi sei anni abbiamo supportato in modo aggressivo nuovi legami in ricerca e sviluppo e progetti congiunti tra i principali istituti di ricerca e università, aziende innovative, laboratori pubblici e privati tra Italia e Canada, Veneto incluso. Speriamo di continuare a farlo. Abbiamo visto cooperazioni realizzate attraverso scambi di ricercatori e di personale, trasferimenti tecnologici, MOU e investimenti. In termini di settori siamo particolarmente interessati alle scienze della salute e della vita, tecnologie verdi, tecnologie marine (ocean technologies), l’agroalimentare, i nuovi materiali per il trasporto e le tecnologie per le informazioni e le telecomunicazioni”.

Quali servizi offre l’Ambasciata del Canada per le aziende che intendono allargare i propri mercati in Canada?
“Il commercio internazionale gli investimenti e l’innovazione sono fondamentali per creare posti di lavoro, crescita e prosperità – sia in Canada che in Italia. Per questo motivo la nostra ambasciata pone un alto livello di attenzione nel sostenere le partnership di ricerca e commerciali tra Italia e Canada, attraverso il Programma di Scienza Tecnologia e Innovazione del nostro Trade Commissioner Service. Forniamo consigli e guide ad aziende innovative canadesi e italiane che cercano partner nel mercato. Promuoviamo anche il Canada come destinazione di primo livello per investimenti di aziende  italiane che desiderano entrare nel mercato del Nord America, particolarmente se si parla di innovazione e tecnologia. Per questo motivo, lavoriamo strettamente con organizzazioni, come Veneto Innovazione, per conoscere buone aziende italiane, tecnologie e ricerca, e allo stesso tempo decidere insieme come far loro incontrare nel miglio modo omologhi in Canada a beneficio di entrambi. Le aziende e le organizzazioni di ricerca innovative italiane interessate a collaborare con il Canada possono mettersi in contatto con Tyler Wordsworth, responsabile del nostro Innovation Program”.

Quest’anno il Canada è membro di Enterprise Europe Network, ci sono iniziative che state organizzando all’interno della rete?
“Non stiamo sprecando tempo qui in Italia per sfruttare l’eccitante sviluppo dell’appartenenza del Canada all’interno di Enterprise Europe Network. Infatti è stato grazie al tutoraggio del responsabile del Trasferimento Tecnologico l’ing. Marco Gorini, che il Canada è diventato membro. Una testimonianza del ruolo significativo della relazione sull’innovazione Italia – Canada nel più ampio panorama Canada-UE.

Alla fine di Novembre Jayson Myers, president del Canadian Manufacturers’ and Exporters Association (Associazione canadese dei produttori ed esportatori ndt) che è il riferimento canadese di EEN, parlerà a Milano ad un pubblico di aziende chiave italiane. L’ambasciata sta anche lavorando alla nostra prima iniziativa congiunta con EEN la Canadian “Space Innovation” Mission to Italy, che si terrà anch’essa a fine novembre. Quindici aziende e ricercatori canadesi del settore spaziale verranno in Italia per incontri d’affari, visite una tavola rotonda sull’innovazione e un brokerage event. Speriamo anche di essere in grado di abbinare partner canadesi e italiani per collaborare con successo ai bandi del settore spaziale all’interno di Horizon 2020”.

Lei è qui anche per iniziare partnership con le università venete, ci può anticipare qualcosa?
“Le università sono assolutamente fondamentali per l’ecosistema dell’innovazione. Alle aziende piace molto collaborare con loro che sono luoghi intrinsecamente creativi, che sono spesso l’epicentro per lo sviluppo di nuove tecnologie che possono avere future applicazioni industriali. Per esempio, l’Università di Windsor, la Chrysler, il Politecnico di Torino e la FIAT hanno fondato un programma di laurea internazionale congiunta in ingegneria automobilistica. Inoltre Chrysler-FIAT ed il McMaster University Automotive Resource Centre (MARC) hanno appena siglato una partenrship fondamentale per lo sviluppo di trasmissioni elettrificate di prossima generazione e la tecnologia per ridurre il peso dei veicoli.

Questo è il tipo di cose che speriamo di fare anche con le università del Veneto. Per noi sono molto importanti anche i parternariati di ricerca pura tra università e gli scambi di studenti. Per sostenere questi diversi tipi di partnership anche quest’anno accetteremo le domande per il Canada-Italy Innovation Award che lo scorso anno ha premiato quattro ricercatori italiani con il denaro per recarsi in Canada e sviluppare ulteriori partnership, inclusa l’Università di Padova, che sta esplorando le scienze della vita in collaborazione con l’Università di Regina nella provincia dello Saskatchewan. Questi sono risultati molto positivi”.

Ci sono altre importanti collaborazioni tra il Canada e l’Italia oltre gli scambi industriali?
“I legami tra i canadesi e gli italiani sono vibranti e di lunga data, con una grande e dinamica comunità italo – canadese che gioca una ruolo di rilievo nel sostenere questa importante relazione bilaterale. La nostra relazione accademica è rinforzata da circa 170 accordi interuniversitari e collaborazioni accademiche pubblico-private che generano nuove idee e progetti di ricerca, costruiscono relazioni, incoraggiano la mobilità giovanile. Allo stesso tempo l’Italia è tra i primi venti più grandi importatori di beni culturali canadesi, mentre rappresenta l’ottava più importante fonte di importazioni culturali in Canada. Ci sono due accordi culturali in forza: uno su una cooperazione culturale e uno su una coproduzione cinematografica. Il Canada ha anche il Padiglione permanente alla Biennale di Venezia dove l’artista e l’architetto canadese rappresentano il paese ad anni alterni all’Esposizione internazionale di arti visive o architettura. Infine, il Canada e l’Italia hanno un programma molto popolare chiamato Working-Holiday Program, che ogni anno permette a 1000 giovani canadesi e italiani tra i 18 e i 35 anni di lavorare e viaggiare nel paese straniero per 6 mesi”.

Il testo originale dell’intervista si trova qui.

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