Regione e Veneto Innovazione: insieme per far crescere le imprese

Ass. Isi Coppola

l'ass. allo Sviluppo Economico Maria Luisa - Isi - Coppola

di Donato Sinigaglia
“L’innovazione è un obiettivo strategico della Regione del Veneto e, da tempo, rimane costantemente presente nell’agenda regionale tanto che è uno dei leitmotiv della Politica Comunitaria dell’ultimo ventennio”.
Maria Lusia Coppola, assessore regionale alle politiche dello Sviluppo e dell’Innovazione, non ha dubbi quando afferma che “ la crescita competitiva delle aziende venete passa attraverso i temi legati all’innovazione”.

Assessore Coppola , su quali obiettivi deve puntare il Veneto per uno sviluppo nel settore strategico dell’innovazione?
“I principali obiettivi possano essere così sinteticamente definiti:
rafforzare la base di conoscenze e la loro circolazione, unire le forze per realizzare importanti progressi, dare spazio nel sistema produttivo ai giovani ad “elevata propensione all’innovazione”, premiare l’efficienza e la selettività, migliorare le capacità progettuali delle imprese ed incrementare le nostre capacità di valutazione. Infine, occorre semplificare/velocizzare le procedure, anche attraverso il corretto uso delle potenzialità dell’informatica”.

In quest’ottica qual è il ruolo di Veneto Innovazione?
“Veneto Innovazione Spa è un ente strumentale della Regione del Veneto,  istituito con la legge regionale del 6 settembre 1988 n. 45 “Costituzione di una società a partecipazione regionale per lo sviluppo dell’innovazione e collaborazione con il CNR per studi e ricerche in materia di interesse regionale”, oggi agenzia in house disciplinata dalla legge istitutiva e dalla normativa regionale in materia di enti strumentali. Il ruolo fondamentale di Veneto Innovazione Spa, quale ente strumentale, è quello di attuare le linee di indirizzo adottate dalla Giunta Regionale e ad esso affidate al fine di perseguire gli obiettivi strategici individuati dalla Programmazione regionale”.

Quali strumenti la Regione del Veneto può in questa fase di crisi mettere a disposizione delle imprese che lavorano nel campo dell’innovazione?
“Va premesso che esiste ed è pienamente operativo un rilevante set di strumenti di incentivazione a favore delle imprese impegnate in progetti innovativi di sviluppo (l’intero Asse 1 del POR Veneto è focalizzato sul tema della Ricerca ed Innovazione). Parimenti numerosi progetti a regia regionale a favore dei centri di Ricerca  e di Dipartimenti Universitari, anche in partnership con la sede veneta del CNR, si stanno avviando alla fase finale di realizzazione. Idem per alcuni rilevanti interventi in favore dei distretti Veneti Nanotech e Biotech.
Gli investimenti regionali nell’ambito della ricerca e dell’innovazione sono stati e continuano ad essere quindi ingenti. Dopo una lunga fase di costruzione e di “inseminazione” i principali obiettivi dell’attuale programmazione, che si concretizzerà nell’emanazione di nuovi provvedimenti nella seconda metà dell’anno, dovranno focalizzarsi sul concreto e continuativo “trasferimento di conoscenze” tra il “mondo del sapere” ed il “mondo del fare” per consentire alle nostre Pmi, da sole o in forma aggregata (distretti industriali, reti di impresa) di avviare o potenziare seri progetti di innovazione e di crescita competitiva. Da parte nostra ci stiamo anche impegnando per la semplificazione delle procedure amministrative di accesso agli strumenti (in precedenza sempre caratterizzate da una eccessiva complessità, per usare un eufemismo).”

L’assessorato allo Sviluppo in quale modo intende incentivare lo scambio di conoscenze tra università ed imprese?
“La diffusione della tecnologia tra le imprese, e i collegamenti tra l’impresa e l’università, rappresentano uno strumento essenziale per accrescere il livello innovativo delle imprese e il contenuto innovativo della produzione.
La nostra Regione ha da tempo attivato numerosi interventi in questo campo, dai più’ tradizionali (es.: gli incentivi all’acquisto di nuovi macchinari e nuove attrezzature incorporanti l’innovazione) ai più “evoluti” (come l’incentivazione alla ricerca interna alle imprese, alla collaborazione tecnologica fra imprese, Incentivazione alle relazioni commerciali tra imprese e università, , supporti alla creazione di nuove imprese nei settori ad alta tecnologia; creazione di soggetti specializzati (PST, enti strumentali). Anche gli investimenti di risorse pubbliche sono stati molto ingenti in questi campi”.

Quale la principale priorità?
“Adesso l’obiettivo principale, dopo una lunga fase di gestazione messa/ a regime, sarà quello di “far funzionare” efficacemente ed efficientemente questo organismo complesso per massimizzare il processo di innovazione delle nostre imprese, ed il loro recupero di competitività. Vorrei infine ricordare che in questo processo è da considerare prioritario il capitale umano e soprattutto quello rappresentato dai giovani di elevato profilo formativo, che devono rappresentare una sorta di veicolo “umano” per la diffusione delle conoscenze teoriche specialistiche nelle imprese.
Verso questo complesso di obiettivi selettivi ed ambiziosi stiamo lavorando agli incentivi alla creazione di gruppi di ricerca – di solito temporanei – con personale misto industria/università, nella convinzione che l’affiancamento di personale pubblico-privato consenta il trasferimento di quella tecnologia “tacita”, cioè non codificata nei manuali scientifici, che i ricercatori senior possiedono in maggior misura”.

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