Concetto di Innovazione e SME Instrument di Horizon 2020

Dei 2666 progetti presentati per la fase 1 dello Strumento PMI sono 155 quelli ammessi al contributo di 50000€ che gli permetterà di finanziarsi lo studio di fattibilità. Durante la valutazione, dei 2666 progetti, 2602 sono stati considerati eleggibili ma solo 317 hanno ricevuto un punteggio sopra la sufficienza e di questi 317 il 49% (155) riceverà il contributo.

La suddivisione dei vincitori vede la Spagna con il maggior numero di progetti selezionati (39), seguita da Regno Unito (26), Italia (20), Germania (11), Irlanda (10) e Francia (9).

L’Irlanda ha ottenuto il tasso di successo più elevato (20%) seguita da Austria (14,81% – 4 progetti selezionati), il Regno Unito (11,21%), Israele (10,26% – 4 progetti selezionati) e Spagna (9,29%). L’Italia ha avuto una percentuale di successo del 4.59% (20 progetti selezionati su 436 che erano stati presentati).

La maggior parte delle proposte non selezionate avevano i seguenti problemi:

  1. Troppo concentrate sul progetto e non abbastanza sulla opportunità di business;
  2. Non erano convincenti quando descrivevano l’azienda (si deve spiegare il motivo per cui la vostra azienda avrà successo e non il vostro concorrente);
  3. Non fornivano sufficienti informazioni sulle soluzioni concorrenti;
  4. Avevano un livello troppo basso di innovazione, pianificando di sviluppare un prodotto che già esiste sul mercato;
  5. Proponevano solo un’idea, senza alcun dettaglio per la sua commercializzazione;
  6. Provavano la fortuna…. (lo strumento per le PMI non è una lotteria!).

Guardando i risultati vengono però da fare delle ulteriori considerazioni. Va sicuramente tenuto conto il fatto che questa era la prima Call dello SME Instrument, un schema di finanziamento completamente nuovo, focalizzato sull’innovazione, che si è aggiunto ad altri tradizionalmente contenuti nei precedenti Programmi Quadro R&S della DG Ricerca (ora DG Ricerca e Innovazione) della Commissione Europea. Probabilmente per questo motivo molti candidati hanno confuso i progetti di Innovazione con progetti di Ricerca e Sviluppo (R&S). Sinceramente però risulta difficile pensare che ben 2349 proposte di progetto su 2666 siano andate fuori tema e viene da pensare che il problema sia più legato alla confusione che si è creata in questi anni per l’abuso che è stato fatto della parola innovazione, creando una scarsa consapevolezza del suo reale significato, troppo spesso confuso con la ricerca applicata e scollegato dalla implicazioni di mercato.

La maggior parte delle discussioni sull’ ‘innovazione di successo’ si concentrano sul portare i risultati R&S sul mercato; così facendo però si sono sempre messi i risultati R&S al centro dell’attenzione, trascurando quella che è la “Business Innovation” o innovazione d’impresa. Nel luglio 2013 il CEN, il Comitato Europeo di Normazione, ha pubblicato la specifica tecnica sulla gestione dell’innovazione che sottolinea come il concetto di “Innovation Management” debba iniziare con la prospettiva delle aziende e i progetti di innovazione di successo di tutti i tipi debbano focalizzarsi sull’aumento di redditività e della competitività delle aziende sul mercato.

Anche lo stesso significato del termine Trasferimento Tecnologico viene purtroppo spesso considerato solo per la sua accezione “verticale” ossia dal punto della valorizzazione dei risultati della ricerca a livello industriale. Anche in questo caso bisogna rimettere al centro di molte politiche l’impresa, con le sue necessità e caratteristiche, ed iniziare a considerare le enormi potenzialità del trasferimento tecnologica nella sua accezione più ampia. Le aziende spesso detengono tecnologie e Know How che possono generare nuovi guadagni semplicemente “trasferendoli orizzontalmente” su mercati applicativi diversi o a livello internazionale, attraverso degli accordi con le aziende che vi operano.

In realtà tutte le aziende sanno bene cosa significhi innovare e sanno ancora meglio pesare gli investimenti per aumentare la propria redditività e competitività sul “mercato”; nessuno si sognerebbe di comprare un nuovo macchinario senza prima aver appurato che sia tra i più performanti e che sia in grado di generare redditi dal mercato per ammortizzarne l’acquisto ed iniziare a guadagnare nel più breve tempo possibile.

L’innovazione si distingue dall’invenzione, cui manca la connotazione della realizzazione concreta e dell’introduzione sul mercato; ogni progetto di innovazione deve partire da un’attenta valutazione del mercato e delle sue potenzialità, della concorrenza e dei prodotti esistenti, delle proprie capacità e degli investimenti strategici necessari o delle alleanze da perseguire.

Questo è il consiglio che diamo a chi presenterà una nuova proposta per il secondo bando della prima fase dello SME Instrument, che scadrà il prossimo 24 settembre.

 

Marco Gorini

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