Migliorare la capacità di gestione dell’innovazione per facilitare l’accesso ai finanziamenti

I beni immateriali oggi rappresentano la maggior parte del valore di mercato delle aziende. Questa consapevolezza è purtroppo molto bassa e tali beni sono spesso sottovalutati e mal gestiti da chi li possiede. Parlando di beni immateriali mi riferisco a diverse categorie di capitale come quello umano, quello organizzativo, quello relazionale, quello intellettuale e anche alla capacità di gestione dell’innovazione finalizzata all’aumento della propria competitività e del profitto sui mercati.

Oggi i beni immateriali arrivano a rappresentare anche 80% del valore di mercato di una società e questo valore non si riferisce appunto solo all’avvio e ai beni materiali posseduti ma anche al potenziale impatto e agli utili che una società è in grado di generare valorizzando i propri progetti d’innovazione sul mercato, grazie alla propria capacità di gestione dell’innovazione.

Purtroppo in questi anni è stata creata una grande confusione abusando del termine “innovazione” e vi è ora una scarsa consapevolezza del suo vero significato, troppo spesso confuso con la ricerca applicata completamente scollegata dalle implicazioni di mercato. La maggior parte delle discussioni sull’”innovazione di successo” spesso si concentra sullo sfruttamento dei risultati di R&S mettendoli in primo piano e trascurando le opzioni alternative di una “business innovation”, in cui è l’azienda a svolgere il ruolo di attore principale. Vi è altresì la cattiva abitudine di usare la parola “innovazione”, o l’aggettivo “innovativo”, per indicare qualcosa di relativamente nuovo o un semplice aggiornamento delle tecnologie e dei processi adottati.

Nel luglio 2013 il CEN, il Comitato Europeo di Normalizzazione, ha pubblicato la prima parte della specifica tecnica CEN / TS 16555 sulla gestione dell’innovazione e questa sottolinea come il concetto di gestione dell’innovazione debba iniziare proprio con la prospettiva dell’azienda, affermando che l’innovazione di successo ne aumenta la competitività e la redditività sui mercati. Adottare un sistema di gestione dell’innovazione (IMS) consente alle aziende di diventare più innovative e competitive, ottenendo più successo sui mercati attraverso lo sfruttamento delle loro innovazioni di prodotto, di processo o del modello di business.

Un “sistema di gestione dell’innovazione” comprende tutti quei processi correlati o interagenti di una organizzazione, a partire dalla gestione della idea iniziale fino ad arrivare ai risultati commerciali legati alla sua attuazione sul mercato. Elementi come la leadership, le competenze di project management e altri fattori abilitanti quali la strategia di marketing, la gestione della proprietà intellettuale, una profonda conoscenza del mercato, dei consumatori (non consumatori) e dei concorrenti e la capacità di collaborare con partner come i ricercatori, i propri clienti e i fornitori (con un approccio all’innovazione collaborativa – Open Innovation) sono cruciali per la valutazione della capacità di gestione dell’innovazione di una società. Adottare di un Sistema di Gestione dell’Innovazione significa che un’azienda cresce basandosi su una solida strategia, guidata da una “vision” sulla propria organizzazione, sul mercato e sui suoi clienti e da una profonda comprensione del valore che può offrire.

Una buona idea imprenditoriale o la migliore tecnologia sviluppata non sono assolutamente sufficienti per garantire il successo sul mercato e gli investitori e i finanziatori sono realmente interessati a capire se chi guida l’azienda possieda capacità imprenditoriali e di gestione del processo di innovazione al fine di creare un impatto sul mercato. Essere innovativo non significa solo avere un team di persone con un diploma di laurea o possedere qualche brevetto.

La celebre frase di Steve Jobs “l’innovazione distingue un leader da un inseguitore ” sottolinea l’importanza di adottare una strategia di innovazione proattiva e guidata internamente. Alla domanda: “Perché innovate” la maggior parte delle aziende risponde che lo fanno per affrontare i cambiamenti di mercato, gli avanzamenti tecnologici, gli obblighi legislativi o per contrastare la concorrenza; queste sono certamente tutte scuse condivisibili ma celano due rischi: sono delle reazioni e sono imposte da qualcun altro che decide dove io devo andare. Anche di fronte a potenziali investitori e finanziatori, è molto importante dimostrare di possedere una propria visione dell’innovazione che indichi “ciò che l’organizzazione vuole raggiungere” attraverso l’innovazione, indicando una direzione, facendo trasparire la propria ambizione e individuando gli obiettivi per misurare i progressi. La società deve inoltre dimostrare di avere una strategia d’innovazione al fine di mettere in pratica la propria “vision”, considerando il contesto interno ed esterno dell’organizzazione e definendo il tipo/modello di innovazione, le competenze necessarie, il livello di novità dei progetti (incrementale, radicali, dirompente), la politica delle risorse umane (dipendenti che possono condizionare il processo di innovazione), le politiche legate alla gestione della proprietà intellettuale e degli asset immateriali in generale e le politiche di partenariato.

La valutazione della capacità di gestione dell’innovazione di una società comprende sia indicatori finanziari sia non finanziari e la loro identificazione è sicuramente difficile e richiede una competenza specifica e una metodologia di rating ben testata. Questo esercizio di valutazione potrebbe sicuramente facilitare i rapporti con potenziali investitori e finanziatori, interessati e disposti a sostenere progetti d’innovazione che dimostrino la reale capacità dell’azienda di generare ripercussioni economiche e ritorni dalla gestione dell’innovazione nel modo più giusto e corretto.

Dal 2014, la DG Ricerca e Innovazione della Commissione Europea ha incaricato gli esperti di innovazione della rete Enterprise Europe Network di erogare un nuovo servizio teso proprio a migliorare la capacità di gestione dell’innovazione di PMI e Start-up per aumentarne l’impatto sui mercato e facilitare l’accesso al credito per i progetti di innovazione.

Ing. Marco Gorini
Responsabile area trasferimento tecnologico e servizi per l’innovazione

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