Il bando del cloud computing, una panoramica

La maggior parte delle piccole e medie imprese acquista software standardizzati, attraverso licenze d’uso, che vengono installati nelle proprie infrastrutture hardware. Questo modello ha due principali limiti:

- impone degli investimenti in hardware e software spesso troppo elevati che non permettono una diffusione capillare di soluzione informatiche gestionali anche nelle piccole e microimprese;

- non è flessibile rispetto alla reale intensità e modalità di utilizzo da parte dell’azienda.

A livello mondiale si sta affermando un nuovo modo di lavorare basato sulla fruizione in rete dei servizi informatici (grazie alla connessione a banda larga) senza più la necessità di acquistare hardware e software ma pagando solo il reale utilizzo del servizio (pagamento a consumo) sul modello dell’erogazione dei servizi di acqua, luce e gas. Questo nuovo modello di produzione e distribuzione di servizi informatici viene chiamato comunemente e universalmente “cloud computing”.

Il numero degli operatori italiani del settore Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) che hanno iniziato a proporre queste soluzioni è ancora limitato, in particolare in Veneto, soprattutto per la scarsa disponibilità di risorse da investire per sostenere il passaggio al nuovo paradigma del cloud computing, che richiede di dover intervenire sulle applicazioni per farle evolvere in modalità a servizio.

La Regione del Veneto, prima in Italia, ha recentemente approvato un bando che punta a sostenere le imprese di software e di servizi informatici venete che vogliano adeguare la loro offerta al nuovo modello del cloud computing, fornendo loro un contributo a fondo perduto.

In questo modo possono mantenere e aumentare la loro competitività rispetto all’evoluzione del mercato, possono sviluppare servizi in modalità cloud computing specifici per le esigenze gestionali delle piccole e micro imprese che difficilmente potrebbero essere soddisfatte dagli operatori internazionali del software e, in terzo luogo, favorire l’innalzamento della dotazione e della qualità informatica complessiva delle piccole e microimprese venete loro clienti in quanto prevede un costo del servizio basato sul reale utilizzo.

Il bando del cloud computing è inserito all’interno dell’ Azione 4.1.1 “Creazione di piani d’azione e promozione/creazione di reti di servizi tra/per le PMI” nell’ambito del Programma Operativo Regionale (P.O.R.) 2007- 2013 Obiettivo “Competitività regionale e occupazione.

Le proposte finanziabili possono essere progetti di migrazione o progetti di sviluppo di un nuovo servizio, ma devono, comunque, concludersi entro 18 mesi dall’avvio dell’intervento.

Il contributo regionale corrisponderà al massimo al 50 per cento della spesa ammessa ed effettivamente sostenuta per la realizzazione del progetto e comunque non potrà superare il limite massimo di Euro 200.000,00.

Al bando possono partecipare le PMI appartenenti ai settori di attività ISTAT ATECO 2007 J.62 e J.63, sotto forma di imprese individuali, società cooperative, società di persone e società di capitali, singole o associate in raggruppamenti temporanei d’impresa (RTI) o in associazioni temporanei di scopo (ATS).

Le aziende devono essere iscritte al registro delle imprese, attive e devono disporre di almeno una sede operativa in Veneto.

Anche le grandi imprese possono partecipare al presente bando, ma esclusivamente all’interno delle RTI o delle ATS insieme alle PMI. Inoltre la partecipazione ai costi del RTI/ATS da parte della grande impresa non potrà essere superiore al 30% del costo totale del progetto.

Per essere ammesse al finanziamento pubblico, tutte le imprese devono soddisfare il parametro di affidabilità sotto il profilo economico finanziario, basato sull’ultimo bilancio approvato.

Inoltre in ogni domanda deve contenere la disponibilità di almeno 10 piccole imprese venete a partecipare alla sperimentazione del progetto.

Le spese ammissibili devono essere strettamente inerenti il progetto e effettuate dopo la data di inizio del progetto:

- spese del personale direttamente impiegato nel progetto di sviluppo del servizio (sviluppatori software, analisti informatici, sistemisti, ricercatori, ecc.);

- spese relative a consulenze specialistiche, strettamente connesse al progetto (servizi per l’innovazione tecnologica, collaborazioni tecnico-scientifiche e attività di progettazione software/hardware, organizzativa, commerciale, informatica, studi di mercato, ecc.) acquisite da fonti esterne e a prezzi di mercato;

- spese relative all’acquisizione di licenze per brevetti e software da fonti esterne e a prezzi di mercato e specifici per la realizzazione di un servizio di cloud computing;

- spese relative all’acquisto di strumenti e attrezzature collegati alla realizzazione dei progetti; non sono tuttavia ammissibili le spese di acquisto hardware per la sperimentazione ed erogazione del servizio; le spese relative all’acquisto dell’infrastruttura hardware di pre-produzione (ambiente di sviluppo e test) sono invece ammissibili fino ad un massimo del 10% del valore del progetto.

- ad altri costi diretti collegati alla realizzazione dei progetti (inclusi i costi dei materiali, delle forniture per la progettazione e l’erogazione del servizio di cloud computing);

 

I progetti devono essere presentati entro il 6 settembre alla sede della Direzione Sistemi Informativi della Regione del Veneto a Marghera Venezia

Le proposte che avranno superato con successo l’analisi formale saranno esaminate sotto il profilo tecnico secondo una serie di criteri di valutazione.

Si analizzerà per primo la qualità tecnica del servizio, ossia la solidità e la coerenza dell’architettura di erogazione, oltre i livelli di scalabilità del servizio. Saranno anche analizzati i livelli di servizio minimi garantiti, il rispetto agli standard internazionali, il livello di sicurezza garantito e velocità di ripristino del servizio, il profilo della partnership attivata per l’erogazione del servizio.

I progetti saranno esaminati anche dal punto di vista della sostenibilità economica, dell’innovatività della proposta progettuale, della coerenza del servizio rispetto al mercato di riferimento scelto. Saranno valutati la coerenza del piano marketing con il servizio erogato, e la congruenza del piano economico finanziario rispetto al servizio erogato.

Da ultimo si terrà conto del rapporto tra risorse proprie dell’azienda investite e la quota di co-finanziamento richiesta alla Regione.

Nel caso che l’azienda risulti ammissibile e finanziabile, il contributo sarà erogato in forma di sovvenzione e accreditato sull’apposito c/c indicato dal soggetto beneficiario in tre soluzioni, comprendenti:

• una I quota in acconto pari al 35% del contributo concesso subordinatamente alla presentazione di apposita documentazione di rendicontazione intermedia di una quota pari almeno al 35% dell’intervento ammesso;

• una II quota in acconto pari al 35% del contributo concesso subordinatamente alla presentazione di apposita documentazione di rendicontazione intermedia di una quota pari almeno al 70% dell’intervento ammesso;

• il saldo a conclusione dell’intervento e dietro presentazione di apposita documentazione di rendicontazione finale.

F.M.

NB: Questo è un articolo informativo, per ogni informazione o chiarimento fa fede il bando contenuto all’interno dell’Allegato O al Decreto della Giunta Regionale del Veneto n. 9 del 2 maggio 2011.

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