Venzone, il più bel borgo d’Italia interamente ricostruito da IUAV

L’esperienza dei docenti strutturisti e restauratori Iuav da sempre al servizio della ricostruzione post sisma.

È di questi giorni la notizia che Venzone ha vinto l’edizione 2017 del premio promosso dal programma Rai Kilimangiaro e dedicato ai più bei borghi d’Italia.

Forse non tutti ricordano, oggi, che Venzone subì una pesantissima distruzione a causa del terremoto che nel 1976 colpì tragicamente il Friuli. In quel caso la ricostruzione venne condotta seguendo il principio del “Dov’era, com’era”, appoggiandosi su accurati rilievi e su una classificazione minuziosa delle pietre cadute.

Il lavoro riguardò in particolare il Duomo della città e il centro storico ed ebbe tra i suoi protagonisti i professori Francesco Doglioni e Romeo Ballardini dello Iuav di Venezia.

La ricostruzione divenne così un modo per salvare e ricomporre, oltre alle forme degli edifici e degli spazi pubblici, anche l’identità di una comunità tenace e orgogliosa del proprio passato.

A tal punto che oggi una cittadina quasi completamente distrutta e poi ricostruita pietra su pietra, attività su attività, esprime una qualità di vita ed estetica tali da vincere un premio davanti ai centri storici di un Paese che annovera i più bei borghi del mondo.

L’esperienza di Venzone è oggi di particolare importanza di fronte ai fatti che hanno colpito il Lazio, l’Umbria, le Marche. Conoscere la storia della sua ricostruzione, le tecniche usate, i progettisti e le istituzioni che furono coinvolte permette di evitare errori e di utilizzare modelli virtuosi.

Ha commentato il rettore Iuav Alberto Ferlenga: «L’Università Iuav di Venezia è stata frequentemente coinvolta in operazioni di ricostruzione: dal Vajont, che vide piani ed edifici di Longarone elaborati all’interno della Scuola, alla ricostruzione “Dov’era, com’era” di Venzone, egualmente condotta anche grazie all’apporto di docenti Iuav quali Francesco Doglioni e Romeo Ballardini che diressero la ricostruzione del Duomo e del centro storico. Ma anche in occasione dei sismi più recenti, l’esperienza dei nostri strutturisti e restauratori è risultata preziosa grazie ad una competenza consolidatasi nel tempo e all’apporto dei nostri laboratori.

Anche dalla somma di queste esperienze è nato il progetto della nuova Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio, che sarà attiva nel nostro Ateneo a partire dal prossimo anno accademico.»

 


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