Sanità digitale. Progetto Screening Veneto vince Premio nazionale Politecnico Milano. Assessore Coletto: “Informatica top per prevenzione oggi allargata ai PFAS”.

Il sistema di gestione digitale degli screening oncologici e di quello, recentissimo, sugli effetti dell’inquinamento da Pfas della Regione del Veneto ha vinto il Premio Nazionale Innovazione Digitale in Sanità, assegnato dall’Osservatorio Digitale in Sanità del Politecnico di Milano.

Il Progetto, denominato @RegioneVeneto “Screening Oncologico, Cardiovascolare e PFAS del Veneto”, è stato realizzato in collaborazione dalle Direzioni regionali Prevenzione in Sanità e Informatica ed ha vinto la sezione “Impact”, dedicata a “Progetti che hanno dimostrato capacità di utilizzare le tecnologie digitali per ottenere significativi impatti in termini di risultati”.

“Pianificare al meglio uno screening, tradizionale come quelli oncologici, o mai fatto prima come nel caso del Pfas – fa notare con soddisfazione l’Assessore regionale alla sanità – è la base di partenza per una prevenzione efficace. Realizzare il tutto attraverso la digitalizzazione è il segno della modernità, verso la quale sta correndo tutto il sistema sanitario veneto con un programma di digitalizzazione pressoché totale che, già oggi, consente risparmi di un centinaio di milioni l’anno. Sin dal primo giorno la Giunta Veneta, con la piena condivisione del Presidente, ha investito tantissimo in digitalizzazione. Adesso i risultati e i riconoscimenti arrivano e dicono che la scelta fatta era quella giusta.”.

I programmi di screening attivati dalla Regione del Veneto coinvolgono oggi 452.000 cittadini per lo screening della cervice uterina, 333.000 cittadini per quello mammografico, 649.000 cittadini per quello del colon retto, 110.000 per quello cardiovascolare e 85.000 cittadini per quello PFAS, mentre il bacino complessivo di operatori coinvolti è pari a circa 1.200.

Ad oggi, la Regione ha potenziato il modulo per lo screening PFAS, integrandolo con i sistemi di laboratorio (LIS) delle aziende coinvolte e con il gestionale del laboratorio analisi regionale dell’ARPAV (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Veneto), che si occupa della lettura degli esami legati alle sostanze PFAS. La Regione, infine, sta valutando di esportare il modello della rete mammografica in altri contesti in cui la refertazione in rete potrebbe portare benefici, come nell’ambito della refertazione digitale dei vetrini di anatomia patologica e della gestione del percorso di diagnosi del melanoma.

Negli ultimi anni la Regione ha investito su progetti di eHealth con l’obiettivo di migliorare la qualità nel governo del Servizio Socio-sanitario Regionale (SSR), permettendo di raccogliere informazioni affidabili sulle prestazioni e garantendone un costante monitoraggio, nel rispetto della privacy dei cittadini.

In questo contesto, nel 2013 la Regione ha vinto il Premio Innovazione Digitale in Sanità nella categoria “Soluzioni Cloud e Shared Services”, grazie al progetto relativo al sistema informativo a supporto dei programmi di Screening Oncologico delle Aziende Sanitarie, che consente la gestione dello screening citologico (pap test e HPV), mammografico e del colon retto (sangue occulto e rettosigmoidoscopia) sulla base delle linee guida e dei programmi di screening regionali. La soluzione, accessibile in modalità Saas (Software as a Service) consente, ad esempio, la definizione della popolazione target, la gestione delle agende dei centri erogatori, l’invio degli esiti dei test (comprensivi di refertazione) e l’integrazione con l’anagrafica regionale, con le anagrafi aziendali e con i dipartimentali d’interesse delle varie Aziende. Alla luce della soddisfazione verso l’iniziativa, la Regione del Veneto negli ultimi anni ha avviato programmi di screening anche in ulteriore aree, come quella cardiovascolare e PFAS (Sostanze Perfluoro Alchiliche).

In particolare, nel 2014 la Regione ha introdotto un modulo – come estensione dell’applicativo regionale per gli screening oncologici – per lo screening cardiovascolare, all’interno di un progetto nazionale che ha coinvolto 22 aziende sanitarie su tutto il territorio italiano. Per un maggior coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale – determinanti per l’adesione allo screening – la selezione della popolazione target si è basata non solo su base geografica, ma anche in relazione al medico curante di appartenenza.

Sempre nel 2014, inoltre, la Regione ha portato a termine la fase sperimentale del progetto “Sistema Rete Mammografica”, nato dall’esigenza di ottimizzare le risorse per la refertazione dello screening mammografico. Grazie all’infrastruttura del Fascicolo Sanitario Elettronico regionale, si è abilitata la condivisione delle immagini delle mammografie da refertare permettendo così alle Aziende di collaborare in modo più efficace e nel rispetto della normativa vigente in termini di privacy.

Nel 2016, infine, a seguito della contaminazione del bacino idrografico di alcune provincie con sostanze PFAS, la Regione ha avviato un piano di sorveglianza sulla popolazione esposta, valutando la possibile relazione tra queste sostanze e alterazioni nello stato di salute dei cittadini.

 

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