Enel sperimenta l’idrogeno

Il primo tra i progetti finanziati all’interno dell’Accordo per l’Idrogeno tra la Regione del Veneto ed il Ministero dell’Ambiente è lo sviluppo di un combustore a ridotte emissioni di ossidi di azoto all’interno della centrale di Fusina.
Gli aspetti innovativi di questo progetto sono molti. Infatti è il primo ciclo combinato al mondo alimentabile con puro idrogeno., è il primo combustore per idrogeno a basse emissioni ossidi di azoto (400 mg al m3) per la fase sperimentale, mentre 100 mg al m3 per l’esercizio commerciale, e presente un GVR a condensazione per il massimo recupero dell’energia contenuta nei fumi.
L’obiettivo principale del progetto è lo sviluppo di un combustore per turbina a gas innovativo, basato su una diversa tecnologia di combustione, in grado di ridurre le emissioni di ossidi di azoto a 100 mg al m³ senza necessità di iniettare inerti, o con quantitativi molto limitati, anche nel funzionamento con puro idrogeno.

La centrale di Fusina (VE)

Un’ulteriore ricerca sarà finalizzata all’analisi, alla modellazione ed alla simulazione di impianti per la produzione di energia elettrica, prevalentemente basati su turbine a gas, che impiegano come combustibile un gas ad alto contenuto di idrogeno derivato da carbone o gas naturale realizzando un processo di cattura della CO2, o da fonte rinnovabile.
Entrambi i campi di studio presentano forti elementi di innovatività rispetto alle tecnologie ed alle conoscenze oggi disponibili.
Capofila del progetto è Enel Ingegneria e Innovazione in collaborazione con l’Università di Padova.
Enel è impegnata principalmente nello sviluppo del combustore ad idrogeno, mentre l’Ateneo Patavino sarà impegnato nello sviluppo di modelli chimici ridotti per la modellazione di fiamme premiscelate, nonché di modelli dei processi di produzione di idrogeno e di cattura e sequestro di CO2.
L’iniziativa si sviluppa principalmente in tre fasi. La prima seleziona la tecnologia di combustione, durante la quale si identifica e si dimostra su scala pilota (intorno ai 250 kW termici) le  tecnologie in grado di consentire la combustione dell’idrogeno in maniera sicura ed affidabile, con emissioni di ossidi di azoto sensibilmente inferiori rispetto alle tecnologie fino ad oggi sviluppate per i combustori industriali.
La seconda fase prevede la progettazione, la realizzazione e la prova del combustore.
La prova è effettuata con idrogeno, in condizioni di pressione e temperatura analoghe a quelle di funzionamento su macchina, intorno ai 35 MW termici, di prototipi in piena scala basati sulla tecnologia che è stata precedentemente selezionata.
Infine nella terza ed ultima fase si eseguirà un’analisi comparativa dei sistemi di generazione con cattura della CO2. Si procederà con l’individuazione di cicli per la generazione di energia elettrica basati sulla turbina a gas che consentano di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, nonché l’individuazione di linee di sviluppo ulteriori atte a ridurre i consumi, i costi e l’impatto ambientale per il sistema energetico nazionale.

F. M.

This entry was posted in Bandi regionali and tagged , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>