A tutto idrogeno…

Francesca Maccatrozzo

Porto Marghera è uno dei più importanti siti industriali del Nord Italia; è situato a circa 3 km da Venezia e l’ambiente lagunare definisce il suo contesto.

Il porto turistico, le merci, il porto industriale e la rete logistica internazionale sono fattori strategici per il rilancio di Porto Marghera.

L’area ha mostrato una progressiva diminuzione dell’occupazione dagli anni 80 a oggi e le attività industriali hanno causato il deterioramento dello stato ambientale.La Regione Veneto mira a coniugare tutela e valorizzazione dell’ambiente e sostegno all’occupazione e produzione, portando avanti azioni strategiche di riconversione industriale e ambientale.

La riorganizzazione strategica dell’industria richiede l’adozione di tecnologie “verdi” e di nuovi metodi di produzione. L’idrogeno è una delle materie di prioritario interesse nelle strategie di medio a lungo termine nell’Unione Europea e Porto Marghera possiede tutti i requisiti di per la realizzazione di un distretto dell’idrogeno in quanto vi sono specifiche conoscenze e risorse tecniche e c’è notevole disponibilità di idrogeno quale sottoprodotto delle lavorazioni chimiche.

Dal 2005 la Regione del Veneto si è impegnata, attraverso la firma di un accordo programmatico con il Ministero dell’Ambiente, a finanziare progetti per l’attivazione di ricerca e sperimentazioni sulle tecnologie legate all’idrogeno, da svilupparsi a Porto Marghera.

Hyzone è il laboratorio per prove sull'idrogeno a disposizione delle PMI

L’accordo ha previsto lo stanziamento di 5 milioni di Euro da parte della Regione del Veneto e 5 milioni da parte del Ministero.

Questo accordo è stato possibile in quanto dal 2002 il Governo si è dotato di un Piano Nazionale di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, all’interno del quale erano incluse misure per la realizzazione di progetti pilota per l’impiego di sistemi di propulsione a idrogeno e celle a combustibile.

L’accordo interessa principalmente cinque aree tematiche: la produzione di idrogeno, l‘accumulo e la distribuzione di energia elettrica, le celle a combustibile, l’utilizzo per la propulsione di veicoli, il riutilizzo di CO2.

Il documento siglato da Regione e Ministero pone come criteri prioritari l’incremento delle attività di ricerca, e in particolare dello stoccaggio dell’idrogeno, la creazione di un polo di riferimento a livello europeo per la prova e la manutenzione in condizioni di esercizio di celle a combustibile e motori all’idrogeno e la riduzione dell’l’inquinamento dell’aria prodotto dai mezzi di trasporto.

Il Centro Idrogeno, noto come Hyzone, è stato creato all'intenro dell'accordo Ministero - Regione

Tali criteri si sono tradotti in una serie di progetti: dal vaporetto a idrogeno Accadue di Venezia Tecnologie ad Hyzone il laboratorio di ricerca sull’idrogeno per le piccole e medi e imprese, realizzato da Veneto Innovazione. A questi si aggiungono i progetti di Sapio per l’uso dell’idrogeno in azienda micro generazione di energia elettrica e calore con celle a combustibile PEM da 5kW e di mini impianti di rifornimento per mezzi alimentati ad idrogeno.

Per arrivare ai tre progetti di Enel che si incentravano sullo sfruttamento dell’idrogeno per produrre energia.

Al primo accordo ha fatto seguito un “Addendum” firmato nel dicembre del 2009 che, oltre a stabilire le attività di gestione dei fondi dedicati all’idrogeno, 7 milioni di euro in tutto di cui 5 dal Ministero dell’Ambiente e 2 da dalla Regione del Veneto, ha delineato una serie di attività da cofinanziare.

Il vaporetto a idrogeno Accadue

Con la firma dell’Addendum la Regione del Veneto ha incaricato Veneto Innovazione nelle attività di supporto alla Direzione Progetto Venezia nella preparazione, gestione, sorveglianza, valutazione, informazione e controllo, nella selezione e monitoraggio dei progetti da finanziare, nello svolgimento degli atti per l’espletamento degli adempimenti nei confronti della Commissione Europea e nel monitoraggio tecnico e finanziario del programma.

Sempre nello stesso ambito la Regione del Veneto finanzia attività di trasferimento di tecnologia, la comunicazione e la promozione della conoscenza delle tecnologie dell’idrogeno e della loro applicabilità, prevede la partecipazione del Veneto a network nazionali ed europei per una partecipazione attiva ai tavoli di lavoro e la partnership con soggetti privati o pubblici  di altre regioni italiane o straniere per accordi di collaborazione per lo sviluppo di progetti congiunti.

Sempre relativamente all’Addendum nell’aprile del 2011 la Regione del Veneto ha deliberato un bando stanziando 5 milioni e 800 mila euro per attività di ricerca e sviluppo sperimentale sulle tecnologie dell’idrogeno, con una riserva per attività di studio su materiali e normative di settore e tre progetti a regia regionale.

Il bando ammetteva proposte per la sperimentazione di tecnologie per la produzione di idrogeno, anche da fonti rinnovabili, stoccaggio, distribuzione e per l’uso come vettore energetico e nei trasporti; lo sviluppo di combustori per turbine a gas alimentate ad idrogeno e a basse emissioni di ossidi di azoto e la sperimentazione di nuovi processi di bonifica in situ di falde e terreni inquinati.

Le tre iniziative, risultate ammissibile, sono state presentate alla Fiera Geo Oikos di Verona lo scorso novembre ed hanno coinvolto aziende sia nazionali che venete. Infatti ENEL Ingegneria e Innovazione S.p.A. con Università degli Studi di Padova ha sviluppato un combustore ultra low NOx per H2, la Sapio di Marghera ha dimostrato l’utilizzo dell’idrogeno per bonificare in situ terreni e falde inquinati nel progetto H2 Remediation, e la Baumann ha realizzato Fuel cell powered sideloader, carrello elevatore laterale alimentato da una pila a combustione di idrogeno.

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