Veneto Innovazione è partner del progetto KETGATE

Migliorare la competitività delle PMI attraverso un migliore accesso alle Key Enabling Technologies.

Le tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies KET) stimolano l’innovazione e il miglioramento in una vasta gamma di settori di attività. KETGATE è un progetto che collega le organizzazioni di supporto alle imprese e gli istituti di ricerca per aiutare le piccole e medie imprese ad accedere a tecnologie di alto livello. I partner del progetto contribuiranno a sviluppare una rete in grado di costruire un ecosistema basato sulle KET, che rende l’innovazione più accessibile. Continue reading

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Presentazione bandi per progetti di ricerca delle reti innovative e promozione dell’export

Il prossimo 12 settembre alle ore 17.00 la Regione del Veneto presenta il Bando per il sostegno a progetti di ricerca e sviluppo sviluppati da reti innovative regionali e distretti industriali – Azione 1.1.4 e il Bando per il sostegno a progetti di promozione dell’export sviluppati da reti innovative regionali e distretti industriali – Azioni 3.4.1, previsti all’interno del POR FESR 2014-2020. Continue reading

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Successione d’impresa: ottimizzare la trasmissione

Il cambio generazionale rappresenta un tema attuale anche per l’economia veneta, caratterizzato dalla presenza di moltissime imprese di piccola e media struttura. Sempre più imprese venete devono affrontare il cambio generazionale, visto che i proprietari o i vertici d’impresa hanno ormai raggiunto l’età pensionabile. Se non viene individuato un successore adatto si perderanno posti di lavoro, si sprecheranno risorse, know-how ed esperienza. Continue reading

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Nasce la Scuola di Scienze e Ingegneria

Nasce a Verona la nuova Scuola di Scienze e Ingegneria che va ad affiancare quella di Medicina attiva dal 2012. La Scuola, cui afferiscono tutti i corsi di studio dei dipartimenti di Biotecnologie e Informatica, garantisce alta qualità della didattica accompagnata da un’ampia fruibilità dei laboratori e delle strutture. A presiederla sarà Antonella Furini, docente di Genetica agraria.  Continue reading

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Bactory premiata dall’Unicredit Startlab

La spin off dell’università di Verona si è classificata 3° a livello nazionale
nella categoria Life Science di Unicredit StartLab
Il campo delle biotecnologie costituisce un ambito fortemente attrattivo nei confronti degli investitori economici ed il polo della ricerca e sviluppo veronese si conferma all’avanguardia in questo contesto. Bactory, spin off dell’università di Verona, si è classificata al terzo posto assoluto a livello nazionale nella categoria Life Science a termine della speciale selezione operata da Unicredit StartLab quale iniziativa nata per sostenere i giovani imprenditori, l’innovazione e le nuove tecnologie. La proclamazione dei vincitori si è tenuta giovedì 20 luglio all’UniCredit Tower di Milano.
Si è riunita nei giorni scorsi la Commissione Life Science del programma di accelerazione UniCredit Start Lab, che ha valutato una shortlist di progetti legati al comparto delle Scienze della Vita. Al termine dell’esposizione, i commissari Eugenio Aringhieri, CEO di Dompé; Maurizio Colombo, vice presidente Gruppo Sapio, Rocco Crimi, fondatore Laboratori Farmaceutici Krymi, Gaetano Lomonaco, direttore generale di Novamont, Danilo Mazzara, senior manager di Accenture Strategy, Elena Zambon, presidente Zambon e Rosario Bifulco, AD di Mittel hanno scelto le startup vincitrici.
Per Bactory e per gli altri vincitori sono previsti, oltre all’assegnazione di uno o più mentor per confronti periodici su aspetti strategici e di crescita aziendale, l’attribuzione di un gestore UniCredit dedicato, l’accesso alla Startup Academy e al programma di coaching organizzato dal team di UniCredit StartLab, nonché la partecipazione a business meeting con possibili investitori.
Bactory offre una soluzione efficace per contrastare la formazione di patine batteriche (i cosiddetti biofilm) e promuovere la rimozione delle stesse laddove esistano superfici soggette alla contaminazione microbica, grazie ad un preparato a base di nanoparticelle metalliche biosintetizzate (BioNPs), vale a dire non ottenute mediante processi chimici, altamente inquinanti, bensì grazie allo sfruttamento di alcune specie batteriche coltivate in fermentatore.

Diverse le applicazioni cui si presta la soluzione individuata dalla startup, fondata da Silvia Lampis ed Emanuele Zonaro. In ambito medico, ad esempio, molti dei microrganismi che causano infezioni formano biofilm sulle superfici di cateteri, cannule e matrici di medicazione a contatto con fluidi organici e sono difficili da eradicare. In ambito industriale, laddove si trattano liquidi di natura organica come latte o succhi zuccherini, che possono costituire nutrimento per i microrganismi, è ricorrente la formazione di queste patine sulle superfici interne di serbatoi o del sistema di tubature dove i liquidi stazionano o circolano, durante il ciclo produttivo. La formazione di questi strati mucosi, oltre a costituire un possibile problema di ordine igienico, rischia, alla lunga, di provocare ostruzioni.

“Il nostro gruppo di ricerca si è occupato di studiare la capacità che alcuni ceppi batterici hanno di trasformare sali di metalli e metalloidi nello stato elementale di queste specie chimiche, in forma di particelle nanostrutturate” – spiega Giovanni Vallini, docente di Biotecnologie microbiche e Microbiologia ambientale nel dipartimento di Biotecnologie dell’ateneo scaligero – “L’importanza dei materiali nanostrutturati risiede nel fatto che le nanoparticelle, misurabili in termini di milionesimi di millimetro (quindi estremamente più piccole della più piccola cellula batterica), possiedono una quantità di superficie estremamente elevata rispetto al volume. Ciò conferisce a queste nanoparticelle proprietà davvero uniche, tra queste una spiccata reattività biologica. Il che fa di questi materiali ingredienti di eccezionale importanza in diversi ambiti tecnologici”.

La possibilità di avvalersi della catalisi biologica per la produzione di nanoparticelle fa fronte ad un problema di non poco conto. “La sintesi di materiali nanostrutturati attraverso protocolli fisico-chimici risulta infatti di elevato impatto ambientale – continua Vallini – in quanto si avvale dell’uso di reagenti altamente tossici, i cui residui devono essere poi smaltiti, e di condizioni drastiche in termini di pressione e temperatura decisamente energivore”. La possibilità di ottenere perciò nanoparticelle in condizioni operative cosiddette blande (a temperatura ambiente e normale pressione atmosferica), sfruttando le capacità biosintetiche di batteri e funghi, rappresenta una prospettiva di enorme portata.

“Per altro – aggiunge Silvia Lampis, docente di Microbiologia generale, co-fondatrice di Bactory – con riferimento alla reattività biologica, le nanoparticelle di natura biogenica risultano grandemente più efficaci delle corrispondenti nanoparticelle ottenute per via fisico-chimica”.

Bactory Srl ha sviluppato un protocollo, attualmente in corso di brevettazione, per la sintesi di nanoparticelle metalliche, coltivando in reattore controllato determinate specie batteriche.

“Queste nanoparticelle si sono rivelate estremamente attive nel contrasto alla formazione di biofilm microbici e nella eradicazione di quelli già formatisi su superfici di diversa natura. Tali nanoparticelle costituiranno il principio attivo di un formulato ad azione anti-microbica che potrà trovare impiego in molti settori industriali dove la formazione di patine biologiche all’interno di depositi e tubature costituisce una vera e propria piaga per il buon funzionamento degli impianti. Il formulato in questione – conclude Vallini – avendo azione antimicrobica senza tuttavia essere un antibiotico, rappresenta un’alternativa di eccezionale rilevanza in quanto si pone come strumento esente da effetti collaterali di induzione di resistenza nei microrganismi, evento assai frequente quale conseguenza del prolungato trattamento con le normali sostanze antibiotiche”.

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Presentato il progetto ARS – Robot chirurgico autonomo Dall’Europa 2,75 milioni di euro per la progettazione di robot che siano in grado di operare in modo (semi)autonomo in ambienti chirurgici

I robot autonomi sono un argomento di grande attualità e interesse, ma non esistono ancora metodi consolidati per la progettazione e la realizzazione di questi sistemi. Il progetto ARS (Robot Chirurgico Autonomo), ideato dal dipartimento di Informatica dell’università di Verona e presentato martedì 18 luglio nel laboratorio di Robotica del dipartimento, si propone di sviluppare una metodologia unificata per la progettazione di robot che siano in grado di operare in modo (semi)autonomo in ambienti, come quello della chirurgia, in cui la qualità delle prestazioni e la sicurezza sono della massima importanza. Il progetto gode del finanziamento di 2,75 milioni di euro da parte dell’European Research Council (ERC), tramite il bando Advanced Grant. Per l’ingegneria sono 2 in totale i progetti italiani vincitori quest’anno, una decina in tutta Europa, a testimonianza dell’estrema selettività del bando e della solidità della proposta veronese. Continue reading

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Economia. Bando della Regione per favorire l’export

I dati ufficiali dell’ultimo Rapporto Statistico, appena pubblicato, dicono che il Veneto nel 2016 ha agganciato la ripresa e i dati tendenziali relativi ai primi mesi 2017 confermano che l’economia veneta sta crescendo più del contesto nazionale. Il Pil lo scorso anno è cresciuto dell’1,2%, (a fronte di una media nazionale del +0,9%), grazie all’export, che proprio nel 2016 ha raggiunto il suo massimo storico: con 58,2 miliari di euro di fatturato estero, in crescita del’1,3% annuo, il Veneto è la seconda regione italiana per interscambio con l’estero. E proprio per incrementare ulteriormente il livello di internazionalizzazione dei sistemi produttivi rappresentati dai distretti industriali e dalle reti innovative, la giunta regionale ha approvato un bando per il sostegno a progetti di promozione dell’export, in attuazione del Programma operativo sui fondi FESR 2014-2020. Continue reading

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Contamination Lab – Veneto al primo posto tra i progetti finanziati nel Centro Nord: quando dall’unione nasce la forza

L’Università di Padova in collaborazione con l’Università di Verona (e il polo interateneo di Vicenza) in vetta alla classifica degli atenei premiati dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) con il progetto CLab Veneto. Continue reading

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Finanziamenti europei per le piccole e medie imprese

Sono molti gli strumenti attraverso i quali è possibile ottenere finanziamenti europei, anche per la ricerca e la formazione, in particolare per le piccole e medie imprese, che costituiscono oltre il 95% del tessuto imprenditoriale italiano.
Tra questi il piano Juncker di investimenti, il programma Horizon 2020, l’Erasmus+ e la Staff mobility. Temi che verranno approfonditi nel convegno organizzato dall’università di Verona e dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, in programma venerdì 7 luglio alle 10 nell’aula magna del Silos di Ponente del Polo Santa Marta. Continue reading

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